Porto, impennata di nuovi arrivi
Sbarcati ieri più di 2mila passeggeri. Nel report di “Mare sicuro” stagione record per gli scali del nord
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OLBIA. La stagione non è finita. E anche ieri, solo al porto di Olbia, sono sbarcati 2221 passeggeri. Grandi numeri, per l’inizio di ottobre, che si aggiungono a quelli dei tre mesi più caldi: si è registrato infatti un incremento delle presenze pari al 43%, rispetto a due anni fa. Il riferimento è al periodo tra il 19 giugno e il 19 settembre, quando cioè si svolge l’operazione “Mare sicuro”, garantita anche quest’anno dalla Direzione Marittima di Olbia in 1000 chilometri di costa. Nel solo porto dell’Isola Bianca sono arrivati 922.589 passeggeri, il triplo di quelli di Porto Torres (309.486). A Golfo Aranci invece se ne sono contati 220.637. Complessivamente, sono sbarcati nei tre porti quasi un milione e mezzo di passeggeri, contro il milione del 2019. A parlarne, ieri mattina, sono stati il direttore marittimo Giovanni Canu e il neo comandante del reparto operativo Rosario Morello: hanno tirato le somme su “Mare sicuro”, raccontando le attività messe a segno da Porto Tangone a Capo di Monte Santu, con 150 uomini e donne in campo, passando per l’arcipelago della Maddalena. E proprio le isole della Maddalena sono risultate le più gettonate dai diportisti ed è qui che sono scattate più sanzioni: o perché le imbarcazioni si avvicivano troppo alle costa o perché non rispettavano i limiti di velocità. Un trend che non è mai cambiato nel corso del tempo visto che solo qualche anno fa, proprio l’arcipelago della Maddalena, “deteneva” il 27% dei verbali di tutta Italia per lo stesso tipo di infrazione in mare.
«Ci fa piacere sottolineare - ha detto il direttore marittimo - che l’attività di informazione e prevenzione ha dato i suoi frutti. Sono stati tantissimi i controlli fatti (circa 31mila), ma il numero di verbali e delle notizie di reato è stato esiguo. Non solo. E’ cambiato l’approccio con il mare, decisamente più maturo e consapevole». E infatti anche il numero totale delle persone soccorse è calato: dalle 114 del 2020 si è scesi a 91. Invariato il numero delle imbarcazioni che si sono trovate nei guai: sempre 28. Cinque invece gli incidenti mortali in mare, gli stessi di due anni fa quando però si registrava un 40% in meno di presenze. Notevole l’impegno della guardia costiera per far sparire le reti fantasma «quelle che vengono depositate dai pescatori e poi “dimenticate”. Con strumenti e sommozzatori - ha aggiunto Giovanni Canu - ne sono state trovate e recuperate tante».
Anche il neo comandante del reparto operativo Rosario Morello (al suo posto si occuperà di comunicazione Francesco Colarullo), ha fornito altri numeri sull’attività di Mare Sicuro. «Sono stati complessivamente rilasciati 302 bollini blu, un “premio” che viene dato ai diportisti virtuosi e che ha un anno di validità. Passate ai raggi x anche tutte le zone dedicate alla balneazione - ha aggiunto Morello -, proprio per garantire la sicurezza assoluta e il rispetto delle regole, mentre sono state restituite alla libera fruizione oltre 1100 metri quadrati di litorali. Si è trattato in molti casi di sequestri di sdraio e ombrelloni che non facevano parte di concessioni autorizzate e che venivano piantati sulle spiagge in modo abusivo dalle prime ore del mattino impedendo a chi arrivava di trovare spazio. Controlli intensi sono stati svolti nella filiera della pesca e nelle cinque Aree Marine Protette che rientrano nelle competenze della Direzione Marittima di Olbia e la vigilanza è stata assoluta durante i numerosi eventi sportivi a carattere internazionale».
Il direttore marittimo Giovanni Canu ha quindi parlato della grande collaborazione «con le compagnie di navigazione, con le forze di polizia e con i Comuni» sottolinando infine «l’attività a favore dei profughi afgani arrivati e accolti con la collaborazione della protezione civile». (s.p.)
«Ci fa piacere sottolineare - ha detto il direttore marittimo - che l’attività di informazione e prevenzione ha dato i suoi frutti. Sono stati tantissimi i controlli fatti (circa 31mila), ma il numero di verbali e delle notizie di reato è stato esiguo. Non solo. E’ cambiato l’approccio con il mare, decisamente più maturo e consapevole». E infatti anche il numero totale delle persone soccorse è calato: dalle 114 del 2020 si è scesi a 91. Invariato il numero delle imbarcazioni che si sono trovate nei guai: sempre 28. Cinque invece gli incidenti mortali in mare, gli stessi di due anni fa quando però si registrava un 40% in meno di presenze. Notevole l’impegno della guardia costiera per far sparire le reti fantasma «quelle che vengono depositate dai pescatori e poi “dimenticate”. Con strumenti e sommozzatori - ha aggiunto Giovanni Canu - ne sono state trovate e recuperate tante».
Anche il neo comandante del reparto operativo Rosario Morello (al suo posto si occuperà di comunicazione Francesco Colarullo), ha fornito altri numeri sull’attività di Mare Sicuro. «Sono stati complessivamente rilasciati 302 bollini blu, un “premio” che viene dato ai diportisti virtuosi e che ha un anno di validità. Passate ai raggi x anche tutte le zone dedicate alla balneazione - ha aggiunto Morello -, proprio per garantire la sicurezza assoluta e il rispetto delle regole, mentre sono state restituite alla libera fruizione oltre 1100 metri quadrati di litorali. Si è trattato in molti casi di sequestri di sdraio e ombrelloni che non facevano parte di concessioni autorizzate e che venivano piantati sulle spiagge in modo abusivo dalle prime ore del mattino impedendo a chi arrivava di trovare spazio. Controlli intensi sono stati svolti nella filiera della pesca e nelle cinque Aree Marine Protette che rientrano nelle competenze della Direzione Marittima di Olbia e la vigilanza è stata assoluta durante i numerosi eventi sportivi a carattere internazionale».
Il direttore marittimo Giovanni Canu ha quindi parlato della grande collaborazione «con le compagnie di navigazione, con le forze di polizia e con i Comuni» sottolinando infine «l’attività a favore dei profughi afgani arrivati e accolti con la collaborazione della protezione civile». (s.p.)
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