CALANGIANUS
Albieri: la Pro loco deve rinascere invitiamo i cittadini a farsi avanti
di Pietro Zannoni
CALANGIANUS. Si vorrebbe la rinascita della associazione Proloco. Lo attesta un avviso pubblico, firma del sindaco Albieri e dell’assessore al Turismo Piga, in cui si invitano i cittadini interessati...
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CALANGIANUS. Si vorrebbe la rinascita della associazione Proloco. Lo attesta un avviso pubblico, firma del sindaco Albieri e dell’assessore al Turismo Piga, in cui si invitano i cittadini interessati a dichiarare la loro disponibilità mediante la presentazione di apposita manifestazione di interesse compilando il modulo da inviare in Comune o tramite Pec. Il tutto entro il 30 novembre. «Riteniamo che ricostituire la Proloco -–ha detto Albieri- sia importante per coordinare le manifestazioni che ci hanno contraddistinto nell’ultimo decennio. Oggi più di ieri è necessaria e ci auguriamo davvero che stavolta i cittadini diano il proprio assenso e si coinvolgano». La Proloco, associazione nata nel 1975, ebbe un certo peso nella vita del paese; basta citare le edizioni della Fiera del sughero, nel periodo d’oro della economia sugheriera calangianese. Anni fa si era cercato, senza alcun risultato di nominare un commissario per supplire alle dimissioni dell’ultimo presidente dopo che sull’associazione si era rovesciato lo tsunami di una condanna del tribunale a pagare 160mila euro per un incidente avvenuto nel Carnevale 2001, non coperto da alcuna assicurazione.
Non si dimentichi, però, che già nell’aprile 2018 ci fu analogo invito ai cittadini ma nessuno rispose. Poi il resto lo fece la pandemia. Ora che si guarda avanti per ripartire non si può ignorare che il paese ha un’offerta ben spendibile con il Museo del sughero, con quello di arte sacra, con la rete sentieristica, compresa la ex ferrovia per Monti, del percorso per il Limbara e la Via del Lago, il patrimonio archeologico, una restaurata cantoniera come ipotetico ufficio turistico. Sì, la Proloco appare come uno strumento indispensabile . Ma non c’è. Occorre rimetterla in piedi.
Non si dimentichi, però, che già nell’aprile 2018 ci fu analogo invito ai cittadini ma nessuno rispose. Poi il resto lo fece la pandemia. Ora che si guarda avanti per ripartire non si può ignorare che il paese ha un’offerta ben spendibile con il Museo del sughero, con quello di arte sacra, con la rete sentieristica, compresa la ex ferrovia per Monti, del percorso per il Limbara e la Via del Lago, il patrimonio archeologico, una restaurata cantoniera come ipotetico ufficio turistico. Sì, la Proloco appare come uno strumento indispensabile . Ma non c’è. Occorre rimetterla in piedi.
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