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Olbia

Il futuro sindaco? «Ovviamente sono io»

Il futuro sindaco? «Ovviamente sono io»

I candidati della Grande coalizione e del Centrodestra, divisi su tutto, sono d’accordo su una cosa: entrambi vinceranno

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OLBIA. Augusto Navone, 65 anni, direttore dell’Amp di Tavolara, guida la “Grande coalizione”. Con lui otto liste: Olbia democratica, Scelta civica Insieme, Alba civica, Liberi, Insieme per Olbia, Vivere Olbia, M5s, Uniti per Olbia.

Augusto Navone come è stata questa campagna elettorale?

«Esaltante. Una grande esperienza umana incontrare tanta gente, sentire dalla voce dei protagonisti della città, i cittadini impressioni, problemi, sofferenze che purtroppo a Olbia sono ancora tante. Nonostante in alcuni momenti dell’anno sembri apparentemente una città sfavillante, nasconde nelle pieghe delle periferie e negli ambiti più marginali del territorio situazioni di grande disagio. Noi abbiamo ascoltato tutti con grande attenzione e parte di queste istanze sono confluite nel nostro programma. È stato poi molto bello il rapporto con i partner della Grande coalizione, fatta di tanti ragazze e ragazze, persone che ci stanno mettendo la faccia, con la loro freschezza e professionalità, molto utile nel momento in cui andremo a governare questa città».

Qual è stata la più grande bugia, la fake news diffusa su di lei e sulla Grande coalizione in questa campagna?

«Personalmente mi sono state addebitate responsabilità in ordine alla mia attività professionale, come direttore dell’Amp che sono inconsistenti, riferite alla casa abusiva di un privato a Tavolara. Le competenze dell’Amp sono a mare non a terra. A terra è il Comune che avrebbe dovuto operare controlli adeguati per evitare gli abusi. Sulla Grande coalizione la fake news è stata che è un insieme casuale di forze politiche mentre è un progetto politico innovativo, che consente di non avere condizionamenti dal cosiddetto sistema politico tradizionale».

Ultimo giorno di campagna elettorale in tour in bus per la città. Come mai questa scelta?

«Abbiamo applicato il metodi dato all’inizio, di stare insieme alla gente. C’è sembrato un modo simpatico di girare la città in modo itinerante. Se la classe dirigente politica non ascolta la comunità e resta chiusa nei suoi uffici, difficilmente potrà operare le scelte migliori per i cittadini».

Perché la tappa finale del vostro tour elettorale in piazza Mercato?

Perché è l’emblema di tante cose. Di come una alterazione architettonica può determinare il decadimento e il degrado di un ambito della città. E perché il simbolo del disagio giovanile, tema al centro della nostra azione politica».

Faccia un appello al voto

«Vi chiediamo il consenso perché abbiamo deciso di sviluppare un progetto di governo della città su presupposti democratici, dove l’ascolto dei cittadini è la base fondante. In questo ci distinguiamo dalla compagine avversa che ha sempre dimostrato una sorta di sordità nell’ascolto della comunità».

Chi vince le elezioni?

«Noi siamo molto fiduciosi e riteniamo che alla fine le elezioni le vinceremo noi».



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