Manca il medico di base, caos al poliambulatorio
Lunghe file davanti alla guardia medica, anche Buddusò nella lista nera dei paesi senza servizi sanitari
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BUDDUSÒ. Anche Buddusò finisce nel la lista nera dei Comuni senza più un medico di base e subito sorgono i primi problemi per i cittadini. La domanda è semplice: cosa succede e come funziona la procedura sanitaria regionale o nazionale quando in un paese dell’entroterra sardo un medico di base va in pensione? Di solito in una situazione di normalità le autorità sanitari provvedono per tempo, quindi prima della scadenza del mandato, a sostituire il pensionato con un altro medico di base, oppure sempre le autorità competenti dovrebbero informare e attivare tutta una serie di procedure che non creino scompensi ai pazienti rimasti senza servizio sanitario.
Purtroppo la situazione attuale è molto diversa. È giusto ed è vero che un medico di base debba godersi la meritata pensione, come è vero che i suoi pazienti dovrebbero essere informati e sapere dove devono andare e a chi devono rivolgersi per poter usufruire del servizio sanitario. Invece, in mancanza di tutto questo, come accade a Buddusò, bisogna affidarsi alle voci di corridoio che dicono che dovrebbe essere la guardia medica a garantire il servizio, tant’è vero che i pazienti si accodano davanti al poliambulatorio del paese (dalle 20 in poi dal lunedì al venerdì e tutto il giorno il sabato e la domenica), quando però i medici di guardia garantiscono esclusivamente il servizio sanitario ben definito, stampato, esposto nonché appeso nel cancello antistante la sede. A quel punto i pazienti bisognosi insistono, a volte anche supplicando con il tuo piano terapeutico alla mano, parlando al citofono con il medico di guardia di turno che non può, anzi non potrebbe garantire la prestazione sanitarie esclusa da quelle elencate nella lista. A volte, qualche paziente fortunato si imbatte in una umana Beatrice e tornano a casa con ricetta medica o una impegnativa. I meno fortunati, invece, si imbattono in una inflessibile guardia medica che dice che non è suo compito e che bisogna rivolgersi all’Ats.
«A questo punto – dicono i pazienti, soprattutto quelli meno fortunati – chiediamo cortesemente all’Ats cosa dobbiamo fare, dove dobbiamo andare e soprattutto a chi dobbiamo rivolgerci per poter usufruire dei servizi medici ordinari come la prescrizione di un farmaco o di una impegnativa specialistica. Servizi che non sono compresi nell’elenco delle prestazioni che possono garantire le guardie mediche». (antonietta marroni)
Purtroppo la situazione attuale è molto diversa. È giusto ed è vero che un medico di base debba godersi la meritata pensione, come è vero che i suoi pazienti dovrebbero essere informati e sapere dove devono andare e a chi devono rivolgersi per poter usufruire del servizio sanitario. Invece, in mancanza di tutto questo, come accade a Buddusò, bisogna affidarsi alle voci di corridoio che dicono che dovrebbe essere la guardia medica a garantire il servizio, tant’è vero che i pazienti si accodano davanti al poliambulatorio del paese (dalle 20 in poi dal lunedì al venerdì e tutto il giorno il sabato e la domenica), quando però i medici di guardia garantiscono esclusivamente il servizio sanitario ben definito, stampato, esposto nonché appeso nel cancello antistante la sede. A quel punto i pazienti bisognosi insistono, a volte anche supplicando con il tuo piano terapeutico alla mano, parlando al citofono con il medico di guardia di turno che non può, anzi non potrebbe garantire la prestazione sanitarie esclusa da quelle elencate nella lista. A volte, qualche paziente fortunato si imbatte in una umana Beatrice e tornano a casa con ricetta medica o una impegnativa. I meno fortunati, invece, si imbattono in una inflessibile guardia medica che dice che non è suo compito e che bisogna rivolgersi all’Ats.
«A questo punto – dicono i pazienti, soprattutto quelli meno fortunati – chiediamo cortesemente all’Ats cosa dobbiamo fare, dove dobbiamo andare e soprattutto a chi dobbiamo rivolgerci per poter usufruire dei servizi medici ordinari come la prescrizione di un farmaco o di una impegnativa specialistica. Servizi che non sono compresi nell’elenco delle prestazioni che possono garantire le guardie mediche». (antonietta marroni)
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