Denuncia di Cudoni «Guardia medica eliminata di fatto»
Arzachena. Sotto accusa l’Assl e la politica regionale «Una comunità di 14mila abitanti senza servizi sanitari»
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ARZACHENA. «È chiaro che ad Arzachena bisogna cominciare a ragionare sulle prossime elezioni regionali e politiche. Perché se non ha una rappresentanza propria, a quanto pare non c’è nessun altro che tuteli gli interessi della nostra comunità. Adesso basta: qui non abbiamo più nemmeno la guardia medica». Rino Cudoni, presidente del consiglio comunale di Arzachena, ha deciso che non vale più la pena di essere troppo diplomatici. Gli appelli e la moral suasion sulle carenze della sanità nella seconda comunità della Gallura per numero di abitanti sono cadute nel vuoto. A tutto il resto, dice, ora si aggiunge la cancellazione di fatto della guardia medica. «Ho potuto verificare di persona le segnalazioni dei cittadini – spiega – Ho trovato l’ambulatorio chiuso e un cartello scritto a penna sulla vetrata: “Medico assente, rivolgersi ad altre guardie mediche”. Immagino che lo abbia scritto la guardia giurata, che poi deve essersi comprensibilmente chiusa all’interno del locale per non fare il parafulmine del malumore dei cittadini. Ho fatto un po’ indagini e mi è chiaro che le assenze della guardia medica non sono più casi sporadici. Di fatto, Arzachena non ha più un servizio essenziale per la popolazione. Se hai bisogno del medico durante la notte, sei costretto ad andare alla ricerca di altre guardie mediche in altre località, peraltro senza sapere se troverai qualcuno. Oppure bisogna andare al pronto soccorso di Olbia, percorrendo chilometri di notte su una strada pericolosa». Per Cudoni, la situazione della sanità territoriale è grave: la mancanza della guardia medica, si aggiunge alla mancata attivazione delle guardie turistiche durante l’estate, al pensionamento di alcuni medici di base, alla mancata sostituzione di una pediatra, allo smantellamento dei servizi specialistici che venivano offerti dal poliambulatorio. L’unica cosa di cui poter gioire in ambito sanitario, prosegue il presidente del consiglio comunale di Arzachena, è «l’hub vaccinale che ha visto l’imponente impegno di sanitari, volontari ecc. e grande collaborazione tra Assl e Comune». Ma per il resto, la situazione sanitaria della comunità, «14mila abitanti su un territorio molto esteso, è preoccupante». Secondo Cudoni, la scusa che le mancanze della sanità sarebbero state ereditate non può più essere utilizzata. Chi ha la responsabilità attuale della sanità regionale deve trovare le soluzioni. «Si rendono conto – prosegue – di ciò che devono subire i cittadini? La gente, se non trova il medico, va a protestare dal sindaco, non dal presidente della Regione e dall’assessore regionale alla sanità. Abbiamo necessità urgente di servizi di base coperti e funzionanti». L’esperienza, conclude Cudoni, dimostra che la comunità, se non ha un rappresentante che la tuteli nei luoghi dove si decide, rischia di non avere niente, anche se ha 14mila abitanti. Un messaggio ai consiglieri del territorio che ad Arzachena hanno preso i voti e poi li hanno usati altrove. Non accadrà più.
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