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Teatro a Tempio rassegna Cedac al via con “Lo spogliarello”

Teatro a Tempio rassegna Cedac al via con “Lo spogliarello”

TEMPIO. Sarà “Lo spogliarello” di Dino Buzzati il primo spettacolo di ottobre della rassegna teatrale Cedac del Carmine. La pièce, che sarà messa in scena giovedì (ore 21), è la versione che Marco...

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TEMPIO. Sarà “Lo spogliarello” di Dino Buzzati il primo spettacolo di ottobre della rassegna teatrale Cedac del Carmine. La pièce, che sarà messa in scena giovedì (ore 21), è la versione che Marco Nateri, curatore della regia, delle scene e dei costumi, ha ricavato dal testo teatrale che Buzzati pubblicò nel 1964. Dalla penna dello scrittore bellunese venne fuori una delle sue opere teatrali più convincenti, ma anche il ritratto di una controversa eroina che ricorda un po’ i personaggi di Ibsen e quella galleria di figure dell’eterno femminino a cui Velia, protagonista dell’opera, potrebbe appartenere. Bella ma vulnerabile, ambiziosa e, tuttavia, imprevidente, Velia è la chiave o il pretesto per raccontare uno spaccato esistenziale che va oltre la vicenda della protagonista. A darle corpo e voce sarà Marta Proietti Orzella, affiancata da Alessandra Leo. Lo “spogliarello” sarà la metafora di una vita messa a nudo, con poche inibizioni e molti rimorsi. Velia è perciò quasi un cliché, paradigma di una femminilità incapace di vera emancipazione, perché non in grado di rompere il rapporto di dipendenza che la lega al mondo di cui è ella stessa creazione. Un mondo in cui un “buon partito” (un amante facoltoso o un uomo capace di offrirle le desiderate garanzie) diventa il motivo per il quale vivere: uno strumento che si trasforma in un insignificante fine. Di traverso ci si metteranno poi anche le circostanze della vita, con le quali è sempre bene, per quanto difficile, fare i conti. Con efficacia, assecondando Buzzati, il regista l’ha relegata in un ambiente che sembra evocarne le sue mille contraddizioni: una camera da letto, forse un salotto, un ambiente dalla soffocante intimità paragonabile a un boudoir. Consumata nella disperata ricerca di un suo ruolo sociale e di sicurezza economica, la vita di Velia sarà, come ha dichiarato Marco Nateri, “simile alla Via Crucis di una donna disperata che ha perduto tutto”. E tanto più insopportabile sarà il peso di questa perdita, quanto più consapevole sarà dell’entità di ciò che non gli apparterrà più. (g.pu.)

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