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Olbia

Abusi edilizi in via Vaduz il gup spazza via l’inchiesta

Abusi edilizi in via Vaduz il gup spazza via l’inchiesta

Non luogo a procedere per un imprenditore e 4 tra tecnici e dirigenti del Comune Per 2 anni il cantiere è rimasto fermo e gli acquirenti hanno rinunciato alle case

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OLBIA. Il fatto non sussiste o non costituisce reato. Il gup del tribunale di Tempio ieri mattina ha spazzato via l’inchiesta della Procura su presunti abusi edilizi in un complesso di villette costruito in via Vaduz, nel quartiere in espansione Sa Minda Noa. Non luogo a procedere per Davide Molinari e Antonio Marongiu, rispettivamente dirigente e funzionario del Comune di Olbia, Massimiliano Virdis, geometra istruttore del Comune di Olbia, Salvatore Pinna, imprenditore committente dell’opera originario di Alà dei Sardi e Filippo Manca, tecnico incaricato di dirigere i lavori.

Due anni dopo il sequestro del complesso immobiliare ad opera della polizia locale di Olbia, incaricata dalla Procura, sono cadute le accuse nei confronti del proprietario e costruttore degli immobili, al quale è stato contestato di aver utilizzato 380 metri cubi fantasma, senza cioè che possedesse realmente quei volumi, e senza alcuna licenza edilizia per costruire. E sono cadute anche quelle nei confronti di dirigenti e funzionari del Comune, che – sempre secondo la Procura – avrebbero favorito l’operazione. Nel corso dell’inchiesta tutti gli indagati si sono sempre difesi sostenendo l’infondatezza delle accuse ed escludendo qualunque abuso edilizio. In realtà, un primo colpo all’impianto accusatorio era già stato dato, sempre nel 2019, dal tribunale del riesame di Sassari, che aveva disposto il dissequestro degli immobili. Poi un vuoto di quasi due anni. Adesso, davanti al giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Tempio, i difensori (l’avvocato Jacopo Merlini per Molinari e Marongiu, l’avvocato Mariano Mameli per Pinna e Manca, l’avvocato Giuseppe Mocci per Virdis) hanno chiuso il conto.

Naturalmente le contestazioni nei confronti delle cinque persone sotto accusa sono collegate tra loro, così una volta cadute le accuse nei confronti di Pinna, Manca e Virdis, è stato dicghiarato anche il non luogo a procedere nei confronti di Molinari e Marongiu. Semplicemente perché il fatto non sussiste.

Resta naturalmente il danno enorme subito dall’imprenditore edile Salvatore Pinna che all’epoca dell’apertura dell’inchiesta e del sequestro delle opere ià realizzate e del cantiere si è trovato nell’impossibilità di vendere le abitazioni, anche perché la notizia del sequestro aveva solleviato un certo clamore e molti potenziali acquirenti delle villette (che già stavano trattando con l’impresa) si erano defilati rinunciando all’acquisto. Tra cantiere fermo e abitazioni invendute, un danno gravissimo per l’imprenditore che solo due anni dopo è riuscito a far valere le sue ragioni e tutte le accuse sono cadute nel nulla.(m.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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