Sull’Amerigo Vespucci un pezzo di Sardegna
Il comandante Gianfranco Bacchi presenta sul filo della memoria il libro-diario “Il punto più alto”
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OLBIA. C’è anche tanta Sardegna nell’avventura dell’Amerigo Vespucci, la nave scuola della Marina militare italiana che accende d’orgoglio il cuore di chi va per mare. Giovedì sera nell’auditorium del museo archeologico l’ennesima conferma in occasione della presentazione del libro di Gianfranco Bacchi dal titolo illuminante: “Il punto più alto - Sulla rotta di un sogno al comando dell’Amerigo Vespucci” (Edizioni Cinque Terre). Bacchi, capitano di vascello, è stato comandante del veliero Vespucci per due anni, fino a poche settimane fa. D’impulso, con il cuore in mano, ha scritto il suo diario di bordo, cioè le cronache della sua avventura al comando della nave più bella del mondo.
L’incontro al museo, organizzato dalla Lega navale di Olbia guidata dal presidente Tonino Cassetta, è stato sin dalle prime battute un concentrato di emozioni tra immagini straordinarie di vita a bordo e aneddoti curiosi sollecitati al comandante dal presentatore della serata, Tommy Rossi, e da Marco Bittau, giornalista della Nuova Sardegna, che pure lui il Vespucci l’ha vissuto da vicino avendoci navigato da Anzio a Olbia nel 2005.
Il punto più alto indicato dal libro è quasi un concetto filosofico. Un “non limite” che si pone osservando il mondo e il suo orizzonte dall’alto dei propri sogni. Significa che tutto è possibile e che tutti possono raggiungere i propri obiettivi trovando il coraggio di allargare l’orizzonte e seguire il proprio “punto più alto”.
Che poi è anche il racconto della vita di Gianfranco Bacchi. Un vero uomo di mare a tutto tondo: appassionato di vela sin da ragazzo, che ha partecipato a importanti gare nazionali e internazionali su vari tipi di imbarcazioni. Oltre al mare la sua grande passione è la musica: la carriera militare non gli ha infatti impedito di continuare a suonare il piano con il quale ha accompagnato momenti significativi della campagna di istruzione 2020 a bordo del Vespucci.
Il “punto più alto” dell’emozione, invece, si è raggiunto quando al diario di bordo del comandante Bacchi si sono aggiunti i ricordi e le testimonianze di Antioco Tilocca, olbiese originario di Burgos, che dell’Amerigo Vespucci è stato nostromo. Bacchi e Tilocca, in realtà, da quel veliero non sono mai sbarcati. Almeno idealmente. E oggi sono custodi di memorie e insegnamenti da trasmettere a tutti. A cominciare dai più giovani, perché la civiltà del mare si dovrebbe imparare già a scuola.
Alla fine, sempre sul filo dell’emozione, nel salone dell’auditorium sono apparsi un pianoforte per il comandante Bacchi e il coro Sos Astores di Golfo Aranci (che tra le sue voci annovera lo stesso Antioco Tilocca). Un solo brano – il celeberrimo “No potho reposare”, che più di una volta è statointonato a bordo del Vespucci – ma è un tuffo al cuore.
L’incontro al museo, organizzato dalla Lega navale di Olbia guidata dal presidente Tonino Cassetta, è stato sin dalle prime battute un concentrato di emozioni tra immagini straordinarie di vita a bordo e aneddoti curiosi sollecitati al comandante dal presentatore della serata, Tommy Rossi, e da Marco Bittau, giornalista della Nuova Sardegna, che pure lui il Vespucci l’ha vissuto da vicino avendoci navigato da Anzio a Olbia nel 2005.
Il punto più alto indicato dal libro è quasi un concetto filosofico. Un “non limite” che si pone osservando il mondo e il suo orizzonte dall’alto dei propri sogni. Significa che tutto è possibile e che tutti possono raggiungere i propri obiettivi trovando il coraggio di allargare l’orizzonte e seguire il proprio “punto più alto”.
Che poi è anche il racconto della vita di Gianfranco Bacchi. Un vero uomo di mare a tutto tondo: appassionato di vela sin da ragazzo, che ha partecipato a importanti gare nazionali e internazionali su vari tipi di imbarcazioni. Oltre al mare la sua grande passione è la musica: la carriera militare non gli ha infatti impedito di continuare a suonare il piano con il quale ha accompagnato momenti significativi della campagna di istruzione 2020 a bordo del Vespucci.
Il “punto più alto” dell’emozione, invece, si è raggiunto quando al diario di bordo del comandante Bacchi si sono aggiunti i ricordi e le testimonianze di Antioco Tilocca, olbiese originario di Burgos, che dell’Amerigo Vespucci è stato nostromo. Bacchi e Tilocca, in realtà, da quel veliero non sono mai sbarcati. Almeno idealmente. E oggi sono custodi di memorie e insegnamenti da trasmettere a tutti. A cominciare dai più giovani, perché la civiltà del mare si dovrebbe imparare già a scuola.
Alla fine, sempre sul filo dell’emozione, nel salone dell’auditorium sono apparsi un pianoforte per il comandante Bacchi e il coro Sos Astores di Golfo Aranci (che tra le sue voci annovera lo stesso Antioco Tilocca). Un solo brano – il celeberrimo “No potho reposare”, che più di una volta è statointonato a bordo del Vespucci – ma è un tuffo al cuore.
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