Le Saline liberate da venti quintali di rifiuti
Domenica decine di volontari hanno risposto all’appello di Plastic free per la pulizia della spiaggia
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OLBIA. Chi, la scorsa estate, ha scelto la spiaggia delle Saline non se n’è accorto o si è rassegnato: ha preso il sole e fatto il bagno circondato letteralmente da una montagna di spazzatura. Qualcuno, magari, con sommo disprezzo del senso civico e della salute dell’ambiente ha anche contribuito a incrementare la mega discarica diffusa debellata domenica scorsa grazie all’ennesima e meritoria iniziativa dell’associazione Plastic free. Venti quintali: è la quantità di rifiuti raccolti da coloro, tanti, che hanno risposto all’appello dell’associazione rappresentata in Gallura da Antonella Sotgiu e nel comune di Olbia da Maria Francesca Carone. Sono loro stesse a spiegare l’esito della giornata dedicata all’ambiente, una delle tante che vengono svolte periodicamente dall’associazione lungo la costa olbiese e gallurese. «All’evento del 17 ottobre nella spiaggia Le Saline – raccontano – hanno partecipato novanta persone, in più un gruppo di scout e quindici ragazzi della scuola media di Isticadeddu».
La giornata è cominicata presto. Dopo un breve briefing, alle ore 9.30, in cui sono state spiegate le modalità della raccolta, i volontari si sono distribuiti a raccogliere i rifiuti presenti in diversi punti, per un raggio di circa due chilometri. «Sono stati ripuliti – spiegano le responsabili della campagna Plastic free – i bordi degli stagni, le dune, la vegetazione retro-dunale, i parcheggi, le strade sterrate che conducono agli stagni dove molti parcheggiano, ahimè, la macchia mediterranea. Abbiamo raccolto ben venti quintali di ogni sorta di rifiuti». Il campionario di ciò che viene abbandonato fa abbastanza impressione, oltre a far riflettere sulla irresponsabilità di chi si libera dei rifiuti. Oltre a tantissima plastica, l’elenco comprende «vetro e lattine, cartacce, cicche di sigarette, profilattici, materiali inerti, elettrodomestici, ombrelloni rotti, sedie, materassini di plastica gettati negli stagni, cd-rom, assi da stiro, materiali di scarto di lavorazioni edili, fili elettrici, tubi di gomma, pneumatici, condizionatori, stufe, stereo, bidet, water, vestiario tra cui molte scarpe e ciabatte, sacchi di spazzatura interi».
«Siamo riusciti – spiegano ancora le responsabili di Plastic free – a trasportare e riunire in un unico punto di raccolta, al parcheggio grande principale, tutta la gran mole di rifiuti, grazie al prezioso aiuto di un volontario che gentilmente ha messo a disposizione il suo furgone dotato di un carrello rimorchio. Con il suo mezzo trasportava i sacchi colmi di rifiuti e altri materiali dai vari punti di raccolta al parcheggione».
Antonella Sotgiu e Maria Francesca Carone ci tengono a fare una serie di ringraziamenti. «Vogliamo ringraziare tantissimo – affermano – tutti i partecipanti volontari, il Comune di Olbia per il patrocinio dell'evento, la società De Vizia per il ritiro dei sacchi».
Il prossimo evento è programmato per il primo novembre a Porto Rotondo. Tutti coloro che vorranno dare una mano saranno bene accetti.
La giornata è cominicata presto. Dopo un breve briefing, alle ore 9.30, in cui sono state spiegate le modalità della raccolta, i volontari si sono distribuiti a raccogliere i rifiuti presenti in diversi punti, per un raggio di circa due chilometri. «Sono stati ripuliti – spiegano le responsabili della campagna Plastic free – i bordi degli stagni, le dune, la vegetazione retro-dunale, i parcheggi, le strade sterrate che conducono agli stagni dove molti parcheggiano, ahimè, la macchia mediterranea. Abbiamo raccolto ben venti quintali di ogni sorta di rifiuti». Il campionario di ciò che viene abbandonato fa abbastanza impressione, oltre a far riflettere sulla irresponsabilità di chi si libera dei rifiuti. Oltre a tantissima plastica, l’elenco comprende «vetro e lattine, cartacce, cicche di sigarette, profilattici, materiali inerti, elettrodomestici, ombrelloni rotti, sedie, materassini di plastica gettati negli stagni, cd-rom, assi da stiro, materiali di scarto di lavorazioni edili, fili elettrici, tubi di gomma, pneumatici, condizionatori, stufe, stereo, bidet, water, vestiario tra cui molte scarpe e ciabatte, sacchi di spazzatura interi».
«Siamo riusciti – spiegano ancora le responsabili di Plastic free – a trasportare e riunire in un unico punto di raccolta, al parcheggio grande principale, tutta la gran mole di rifiuti, grazie al prezioso aiuto di un volontario che gentilmente ha messo a disposizione il suo furgone dotato di un carrello rimorchio. Con il suo mezzo trasportava i sacchi colmi di rifiuti e altri materiali dai vari punti di raccolta al parcheggione».
Antonella Sotgiu e Maria Francesca Carone ci tengono a fare una serie di ringraziamenti. «Vogliamo ringraziare tantissimo – affermano – tutti i partecipanti volontari, il Comune di Olbia per il patrocinio dell'evento, la società De Vizia per il ritiro dei sacchi».
Il prossimo evento è programmato per il primo novembre a Porto Rotondo. Tutti coloro che vorranno dare una mano saranno bene accetti.
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