La Nuova Sardegna

Olbia

Non case vacanza ma residenze: il pm in Cassazione

di Tiziana Simula
Non case vacanza ma residenze: il pm in Cassazione

Geovillage. Per la Procura non erano usate a scopo turistico Il tribunale del Riesame le ha dissequestrate per due volte

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OLBIA. Il braccio di ferro giudiziario sulle case vacanza del Green residence ricomprese nel perimetro del Geovillage, si combatte ora in Cassazione. Il procuratore Gregorio Capasso ha impugnato l’ordinanza con cui il tribunale del Riesame ha dissequestrato le cinque ville di via Stazzo Canu, chiedendo l’annullamento del provvedimento.

I sigilli erano scattati l’8 luglio scorso su richiesta del procuratore Capasso e ordine del gip del tribunale di Tempio, Marco Contu. Un sequestro fotocopia rispetto a quello già effettuato un anno fa (a novembre) e successivamente annullato dal tribunale del riesame. Sotto accusa gli immobili di proprietà di Fabio Docche ( in qualità di amministratore unico delle società Real Effegì e Fg Capital nonché gestore unico degli immobili da destinare a case vacanza), di Mario Burlò, di Davide di Maio, di Galina Ilieva e del patron della Dinamo, Stefano Sardara. Il reato ipotizzato è quello di lottizzazione abusiva per aver modificato la destinazione d’uso degli immobili, trasformando le case alloggio vacanza, finalizzate all’utilizzo turistico, in residenze nella disponibilità esclusiva dei proprietari. I giudici del Riesame l’8 luglio scorso avevano annullato il sequestro preventivo, restituendo le abitazioni ai proprietari. L’ordinanza del Tribunale della libertà si soffermava sulla carenza probatoria dell’impianto accusatorio. In pratica non veniva provato che gli immobili erano stati effettivamente utilizzati per finalità residenziali, in contrasto con le vigenti norme urbanistiche. Di tutt’altro parere la Procura. Che ha impugnato il provvedimento in Cassazione. Capasso insiste sulle proprie ragioni, ribadendo, tra le altre motivazioni, che è provato in atti che le case non sono state mai affittate a turisti generando, di fatto, automaticamente l’attribuzione di una proprietà esclusiva. Si attende ora la fissazione dell’udienza. «Continueremo a sostenere lenostre ragioni che hanno trovato pieno accoglimento per due volte in due diversi collegi del Riesame», dicono gli avvocati Bruno Cuccu e Giancomita Ragnedda, difensori di Fabio Docche. L’inchiesta della Procura di Tempio era iniziata nel 2019 in seguito a un accertamento edilizio eseguito dal corpo forestale all’interno di un’abitazione realizzata in totale difformità rispetto al titolo edilizio, ed estesa poi agli altri immobili, in località Stazzo Canu. Secondo le contestazioni, gli appartamenti nati e autorizzati per essere affittati a turisti, sarebbero stati invece trasformati in residenze esclusive.

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