Costa Smeralda, in albergo con 5 testuggini: denunciato

La liberazione delle piccole testuggini

Blitz del Corpo forestale in un locale di Porto Cervo, nei guai un dipendente. I rettili erano pronti per essere venduti

TEMPIO. Gli agenti del Corpo forestale di Tempio nei giorni scorsi hanno denunciato a piede libero un dipendente di un importante e conosciuto albergo della Costa Smeralda che “ospitava” nel suo alloggio cinque splendidi esemplari di “testudo marginata”, nota anche come testuggine sarda. Tutte erano vive e vegete, ben nutrite, curate amorevolmente come fidanzate e, purtroppo, prossime alla vendita. Così almeno sospettano gli investigatori, visto il fiorente mercato clandestino che alimenta discutibili collezioni private ed espone molte specie animali al rischio di estinzione.

Le testuggini “in vacanza” nell’hotel sono state prima sequestrate e poi liberate nel loro habitat naturale dagli stessi ispettori del Corpo forestale di Tempio – coordinati dal direttore del servizio, il commissario superiore Giannicola Zuccarelli – non prima di un esame accurato effettuato da un veterinario che ha attestato il loro buon stato di salute. Tutto su disposizione del procuratore della Repubblica di Tempio, Gregorio Capasso, che qualche giorno fa si è ritrovato sulla scrivania il carteggio inquietante riguardante la tratta delle testuggini.


Al blitz nell’hotel della Costa Smeralda, avvenuto la scorsa settimana, il Corpo forestale regionale – esattamente gli agenti del Nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale – è giunto dopo specifiche attività d'indagine mirate proprio al controllo delle specie protette dalla Convenzione di Washington del 1975 (identificata con l’acronimo anglosassone Cites, tradotto in Commercio internazionale di animali e piante in pericolo). Si tratta appunto di una convenzione internazionale che mira a garantire l'equilibrato sfruttamento delle risorse naturali nel rispetto della conservazione ambientale.

Nulla è successo per caso. Al contrario, è evidente che gli investigatori del Nipaf tenevano d’occhio il dipendente sospetto dell’hotel che “invitava” nel suo alloggio le testuggini. Così quando sono entrati nella struttura turistico alberghiera hanno subito scoperto gli animali illecitamente detenuti. Una, due, tre, addirittura cinque, tutte custodite con cura. Al quel punto è scattato il sequestro dei rettili e l’esame del veterinario competente. Solo successivamente, su disposizione del Procuratore della Repubblica di Tempio e dopo le necessarie formalità, le testuggini sono state restituite alla libertà in aree in cui la loro presenza è abituale. Il dipendente della struttura turistica che illecitamente le deteneva è stato invece denunciato a norma di legge. Infatti l'illecita detenzione di esemplari di tartarughe protette (così come di altri molti animali) costituisce reato. Nessun addebito, invece, per l’albergo, che non era a conoscenza della vicenda e che nessun sospetto nutriva sul dipendente e sulle sue abitudini

«L'attività, coordinata dalla sapiente regia della Procura della Repubblica di Tempio – ha spiegato il dirigente del Corpo forestale al termine dell’indagine – ha sventato che le testuggini potessero prendere destinazioni oltremare dove, come già accertato anche a seguito di precedenti sequestri effettuati sempre dal Corpo forestale di Tempio, pare ci sia un fiorente mercato».

@marcobittau. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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