La Nuova Sardegna

Olbia

«Per il volo Linate-Olbia navetta stracarica di persone, zero distanze anti-pandemia»

«Per il volo Linate-Olbia navetta stracarica di persone, zero distanze anti-pandemia»

La denuncia dei passeggeri sul bus per l’aereo

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OLBIA. Che senso ha chiedere il green pass in aeroporto, far rispettare il distanziamento all’interno dell’aerostazione, se poi al momento dell’imbarco e sul bus navetta che ti porta dal gate all’aereo sei costretto a viaggiare stretto stretto con decine e decine di persone spaventate quanto te per il rischio di contagio del Covid? Non succede in un indisciplinato aeroporto di provincia ma nella civile e organizzata Milano. Succede a Linate prima di salire sull’aereo per Olbia. A denunciarlo, tra gli altri, è un passeggero olbiese, che peraltro ha provato a sollevare il caso direttamente in aeroporto ma di fatto si è sentito rispondere con una scrollata di spalle.

«È accaduto lunedì scorso, prima di salire sull’ultimo volo da Linate per l’aeroporto Costa Smeralda – spiega l’ex consigliere comunale di Olbia Enrico Fodde – All’andata, in partenza da Olbia, nessun problema: distanziamento rispettato nell’aerostazione e all’imbarco, anche perché all’aereo si accede direttamente dal finger. Al ritorno, invece, abbiamo avuto davvero paura. In aeroporto, ci è stato chiesto il green pass prima dei controlli di sicurezza e tutto fin qui si è svolto regolarmente. Tutti avevamo le mascherine e mantenevamo il distanziamento. Il problema si è posto quando è cominciato l’imbarco e poi nel trasferimento dall’aerostazione all’aereo della Volotea».

Il distanziamento, prosegue Fodde, è venuto meno quando è stato chiamato il volo. «Molti si sono accalcati all’uscita del gate – spiega – ma soprattutto siamo stati fatti salire sul bus navetta senza alcuna limitazione. Ci siamo ritrovati tutti stipati, fianco a fianco, in barba a qualunque precauzione o regola di sicurezza. Gran parte dei passeggeri erano preoccupati e arrabbiati. Ho personalmente fatto notare all’autista della navetta, prima di partire, la pericolosità della situazione. Lui ha scrollato le spalle e si è limitato a dire “vada a dirlo in direzione”, ma non ha fatto nulla per impedire quella situazione. Bastava che mettessero un autobus in più, peraltro vicino c’erano altre navette ferme».

Il passeggero olbiese ha deciso di rivolgersi al giornale per lanciare l’allarme. «Chi è salito su quel volo – spiega – aveva il green pass e questo va bene. Ma il green pass non è una garanzia in assoluto. Nessuno può sapere se chi, come me, è vaccinato o ha fatto il tampone nelle 48 ore precedenti, senza saperlo ha incontrato persone con il Covid e si è contagiato prima di arrivare in aeroporto. Facendo così si corre il rischio di trasformare gli aerei in focolai di contagio. Il ritorno in Sardegna in quelle condizioni è inaccettabile. Il pericolo di portare i contagi in Sardegna è elevato. E comunque non so se riempiano i bus in quel modo solo con i passeggeri diretti in Sardegna. Senza essere paranoici, ce n’è abbastanza perché noi sardi ci poniamo il problema: all’aeroporto di Milano Linate devono rispettare le regole. Altrimenti – conclude Fodde –, magari per risparmiare un viaggio del bus navetta, sono pericolosi». (r.o.)

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