No alla sanatoria degli abusi, l’hotel Sporting ricorre al Tar
OLBIA. L’hotel Sporting, a Porto Rotondo, ha presentato ricorso al Tar contro il Comune, il ministero della Cultura e la Soprintendenza archeologica belle arti e paesaggio. Chiede la sospensione e l’a...
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OLBIA. L’hotel Sporting, a Porto Rotondo, ha presentato ricorso al Tar contro il Comune, il ministero della Cultura e la Soprintendenza archeologica belle arti e paesaggio. Chiede la sospensione e l’annullamento del diniego alla sanatoria di alcuni abusi riscontrati nella parte interrata della struttura alberghiera di Porto Rotondo.
La struttura alberghiera aveva chiesto e ottenuto il via libera al progetto di ampliamento nella parte interrata che comprendeva locali tecnici, ripostigli, una spa. Dopo alcuni accertamenti erano emerse delle difformità tra il progetto approvato e quanto costruito. Erano stati realizzati volumi per alcune centinaia di metri quadri in più. Da qui l’avvio dell’iter di sanatoria presentato al Comune, sul quale si devono esprimere, come prevede la legge l’Ufficio Tutela e la Soprintendenza archeologica Belle arti e paesaggio. Per la Soprintendenza i locali non compresi nel progetto autorizzato, per essere sanati, avrebbero dovuto subire degli interventi non autorizzabili. Da qui il diniego del Comune, prima provvisorio e poi definitivo.
La neo giunta comunale Nizzi, considerata la data dell’udienza al Tar alle porte per la discussione della sospensiva, ha deliberato l’incarico all’ufficio legale di difendere le sue ragioni.
La struttura alberghiera aveva chiesto e ottenuto il via libera al progetto di ampliamento nella parte interrata che comprendeva locali tecnici, ripostigli, una spa. Dopo alcuni accertamenti erano emerse delle difformità tra il progetto approvato e quanto costruito. Erano stati realizzati volumi per alcune centinaia di metri quadri in più. Da qui l’avvio dell’iter di sanatoria presentato al Comune, sul quale si devono esprimere, come prevede la legge l’Ufficio Tutela e la Soprintendenza archeologica Belle arti e paesaggio. Per la Soprintendenza i locali non compresi nel progetto autorizzato, per essere sanati, avrebbero dovuto subire degli interventi non autorizzabili. Da qui il diniego del Comune, prima provvisorio e poi definitivo.
La neo giunta comunale Nizzi, considerata la data dell’udienza al Tar alle porte per la discussione della sospensiva, ha deliberato l’incarico all’ufficio legale di difendere le sue ragioni.
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