Piano per il turismo dell’era post-Covid
A La Maddalena l’amministrazione Lai incarica Ejarque Belli: «Da meta di escursione e a meta di destinazione»
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LA MADDALENA. L’amministrazione comunale della Maddalena si affida a Josep Ejarque, per realizzare – spiega –«un vero e proprio Piano di marketing di destinazione turistica post Covid». Ejarque, numero uno della società FTourism & Marketing, è anche l’autore del Piano strategico del turismo della Regione, nonché consulente molto presente nei progetti di promozione turistica degli ultimi anni.
L’amministrazione guidata dal sindaco Fabio Lai spiega le sue intenzioni. «Abbiamo sempre identificato il turismo – si legge in una nota – quale priorità strategica per lo sviluppo dell'arcipelago, fondamentale sia per la crescita dell'economia e dell'occupazione, sia per l'incremento culturale e sociale della comunità. Per raggiungere tale obiettivo ci siamo affidati a un grande professionista che negli anni ha dato prova di essere in grado di rilanciare importanti mete turistiche balneari come la nostra».
L’invasione turistica che la scorsa estate ha caratterizzato anche l’arcipelago – come tutta la Sardegna e il nord est in particolare – non è considerato evidentemente un trend duraturo. L’obiettivo annunciato è quindi quello posizionarsi meglio nel mercato delle vacanze dell’era post pandemia.
«La Maddalena – spiega l’assessore Vincenzo Belli – punta decisamente sulla crescita turistica. Quando è apparso il Covid-19, nessuno pensava che il turismo avrebbe subito un colpo così duro. Con il prolungarsi della pandemia, ci siamo man mano avvicinati, senza saperlo, alla fine di un'era e al conseguente inizio di un'altra. Ormai dobbiamo considerare che c'è stato il turismo pre-Covid e ci sarà quello post Covid. In questa fase stiamo vivendo e lavorando in una situazione che possiamo definire “turismo con Covid”. Dopo un disastroso 2020 e un 2021 che si sta rivelando complicato, è arrivato il momento di riflettere su come sarà il futuro del settore. Come annunciato qualche mese fa e confermato dalla positiva stagione estiva appena trascorsa, la nostra isola vuole consolidare il proprio ruolo nel mercato turistico e trasformarsi in modo rapido e sistematico in meta di destinazione più che di escursione». Dalla nascita della Costa Smeralda, l’arcipelago soffre una specie di “sindrome da sfruttamento”: mette le sue meraviglie naturali a disposizione dei ricchi turisti del nord-est sardo ma poi ne beneficia relativamente. Per cambiare questo destino, a suggerire su che cosa puntare e su quale strumenti fare affidamento saranno dunque Ejarque e la sua società.
L’amministrazione guidata dal sindaco Fabio Lai spiega le sue intenzioni. «Abbiamo sempre identificato il turismo – si legge in una nota – quale priorità strategica per lo sviluppo dell'arcipelago, fondamentale sia per la crescita dell'economia e dell'occupazione, sia per l'incremento culturale e sociale della comunità. Per raggiungere tale obiettivo ci siamo affidati a un grande professionista che negli anni ha dato prova di essere in grado di rilanciare importanti mete turistiche balneari come la nostra».
L’invasione turistica che la scorsa estate ha caratterizzato anche l’arcipelago – come tutta la Sardegna e il nord est in particolare – non è considerato evidentemente un trend duraturo. L’obiettivo annunciato è quindi quello posizionarsi meglio nel mercato delle vacanze dell’era post pandemia.
«La Maddalena – spiega l’assessore Vincenzo Belli – punta decisamente sulla crescita turistica. Quando è apparso il Covid-19, nessuno pensava che il turismo avrebbe subito un colpo così duro. Con il prolungarsi della pandemia, ci siamo man mano avvicinati, senza saperlo, alla fine di un'era e al conseguente inizio di un'altra. Ormai dobbiamo considerare che c'è stato il turismo pre-Covid e ci sarà quello post Covid. In questa fase stiamo vivendo e lavorando in una situazione che possiamo definire “turismo con Covid”. Dopo un disastroso 2020 e un 2021 che si sta rivelando complicato, è arrivato il momento di riflettere su come sarà il futuro del settore. Come annunciato qualche mese fa e confermato dalla positiva stagione estiva appena trascorsa, la nostra isola vuole consolidare il proprio ruolo nel mercato turistico e trasformarsi in modo rapido e sistematico in meta di destinazione più che di escursione». Dalla nascita della Costa Smeralda, l’arcipelago soffre una specie di “sindrome da sfruttamento”: mette le sue meraviglie naturali a disposizione dei ricchi turisti del nord-est sardo ma poi ne beneficia relativamente. Per cambiare questo destino, a suggerire su che cosa puntare e su quale strumenti fare affidamento saranno dunque Ejarque e la sua società.
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