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Olbia, il giudice dice no: «Nizzi non rientra nella sua villa»

di Tiziana Simula
Olbia, il giudice dice no: «Nizzi non rientra nella sua villa»

Respinta l’istanza di revoca dello sgombero presentata dai difensori del sindaco, Chiusa l’inchiesta sugli abusi edilizi contestati dalla Procura: gli indagati sono sei

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GOLFO ARANCI. Il sindaco Settimo Nizzi non può ancora rientrare nella sua villa di Torre Terrata Sottomonte, sotto sequestro preventivo per presunti abusi edilizi nell’ambito di un’inchiesta coordinata dal procuratore Gregorio Capasso. Il gip Caterina Interlandi ha rigettato la richiesta di revoca dello sgombero presentata dai difensori del sindaco, gli avvocati Leonardo Salvemini e Sergio Deiana. La richiesta non è stata accolta in quanto il Comune di Golfo Aranci – a cui era stato chiesto l’accertamento di conformità urbanistica volto a sanare gli abusi edilizi – non ha ancora concluso il procedimento per il rilascio del permesso in sanatoria. La revoca dello sgombero era stata chiesta alla luce del pronunciamento del Tar che aveva annullato il diniego del Comune di Golfo Aranci all’accertamento di conformità urbanistica. Ma il Comune non ha ancora concesso la sanatoria.

Sul fronte penale, il procuratore Capasso ha chiuso l’inchiesta nei confronti di Nizzi e di altre cinque persone: il titolare dell’impresa che ha eseguito i lavori, Luigi Guerri (difeso dall’avvocato Marco Petitta), il direttore dei lavori Giovanni Antonio Spano (avvocato Pierangelo Loddo), il progettista Giorgio Derosas (avvocato Pietro Corda), il geometra Raimondo Puggioni (noto Dino), impiegato nell’ufficio tecnico del comune di Golfo Aranci (avvocato Carlo Selis), e l’architetto Sandra Deiana (avvocato Claudia Satta). Il suo nome si è aggiunto di recente agli altri indagati (le contestazioni nei suo confronti si riferiscono a febbraio 2021, per gli altri indagati tra il 2018 e il 2019). La Procura contesta a Nizzi, Guerri e Spano di aver realizzato la villa di Terrata con la concessione edilizia scaduta, quindi, in assenza di permesso di costruire, di averlo fatto in una lottizzazione in cui vigeva il vincolo idrogeologico e di aver cambiato la destinazione d’uso del seminterrato trasformandolo in locale abitabile. Le opere abusive realizzate, stando sempre alle accuse della Procura, comportavano un aumento superiore al 30 per cento della volumetria della costruzione originaria. A Derosas vengono contestate delle dichiarazioni false nella presentazione di alcune pratiche, a Puggioni, nominato ausiliario di polizia giudiziaria dal Nucleo investigativo del corpo forestale di Tempio, di non aver attestato le irregolarità riscontrate nella villa. Infine, all’architetto Deiana, di aver attestato la conformità delle opere agli strumenti urbanistici nella presentazione della pratica in sanatoria «rappresentando una situazione non vera dello stato di fatto dell’immobile e delle opere da sanare».

«Stiamo seguendo il procedimento amministrativo per la sanatoria sulla scorta della fondamentale sentenza del Tar che aveva annullato il precedente diniego del comune di Golfo Aranci – dicono i difensori di Nizzi –. L’avviso di conclusione delle indagini ci consentirà di depositare memorie per risolvere e chiarire definitivamente la vicenda processuale del sindaco».

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