La Nuova Sardegna

Olbia

Olbia, il nuovo presidente Altana: «Da questo Consiglio comunale i politici del futuro»

di Serena Lullia
Il sindaco Settimo Nizzi con il presidente del Consiglio Marzio Altana
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Il sindaco Settimo Nizzi con il presidente del Consiglio Marzio Altana

L’esponente Psd’Az orgoglioso della composizione dell’aula: «Molti giovani ai quali trasferire i valori del buon governo»

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OLBIA. Molto più di un vigile chiamato a gestire la viabilità degli interventi in aula. Marzio Altana, neo eletto presidente del consiglio comunale, dovrà coordinare i lavori e far rispettare il regolamento, ma anche riportare di moda quel rispetto delle istituzioni appannato negli anni dall’uso di un linguaggio scomposto, attacchi personali, assenze ingiustificate. «Un impegno non da poco – commenta l’esponente del Psd’Az –, ma lo dobbiamo soprattutto ai tanti giovani che abbiamo coinvolto e che saranno la classe politica di domani».

Altana è consapevole che il mandato della quinta amministrazione Nizzi sarà diverso dal passato. «È innegabile che il sindaco abbia fatto tanto per questa città e l’alto gradimento che ha avuto anche questa volta tra la gente conferma che ha lavorato benissimo. Ma è anche vero che, a meno che non cambi la legge, questo sarà il suo ultimo mandato. Si chiude quindi un ciclo di successo e si deve lavorare per aprirne uno nuovo, che abbia lo stesso spirito vincente. Ho visto tanti volti nuovi tra i banchi della maggioranza, tanti giovani da cui deve cominciare quel ricambio generazionale che negli ultimi tempi è mancato. Abbiamo cinque anni per formare la classe dirigente di domani, alla quale trasmettere competenze, i valori della buona amministrazione e della buona politica».

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Altana è stato eletto solo con i voti della maggioranza. Non una bocciatura, ma una conseguenza dell’esordio con i fuochi d’artificio legato al caso di presunta incompatibilità del capo dell’opposizione, Augusto Navone. La minoranza, che non ha partecipato alla votazione, ha sottolineato però a voce la stima nei confronti del neo presidente. «La giornata dell’insediamento è stata una delle più emozionanti della mia vita – racconta Altana –. Molto più bella di quando sono diventato vice sindaco e assessore all’Urbanistica. Ruoli differenti che comportano un rapporto diverso con la città. Da assessore mi sono occupato soprattutto dei Piani di risanamento e devo dire che ho affrontato quell’impegno con tanta passione. Da presidente del Consiglio mi sento più sereno ma anche con maggiore responsabilità. Proprio perché saranno cinque anni importanti».

Con Altana, ex An approdato nelle liste di Forza Italia poi nel Psd’Az, i sardisti tornano in aula da protagonisti. «Per me è una grande soddisfazione rappresentare il partito che non era da tempo in Consiglio e non era mai stato in maggioranza – commenta – e in più con questo ruolo. Che presidente sarò? Come lavoro non faccio il domatore di leoni. Coordinerò i lavori nel rispetto del regolamento e farò in modo che le istanze che arrivano da maggioranza e opposizione siano sempre discusse».

Gentleman della politica, modi british ma autorevoli, una lunga esperienza alle spalle, Altana sa bene che le sedute non saranno sempre al miele. «Ci saranno anche momenti di tensione ma ho visto l’attuale consiglio comunale – sottolinea –. Sono tutte persone degne e intelligenti. Confido molto nei capigruppo, chiamati a dare la linea ai consiglieri. Nella mia aula il confronto ci sarà sempre, ma dovrà essere sempre rispettoso del luogo in cui gli elettori ci hanno dato il privilegio di sedere».

L’esordio ad alta tensione del primo Consiglio è stata una novità anche per Altana. «Non mi era mai successo, solitamente il primo consiglio è un giorno festoso – conclude il presidente –. Nessuno di noi era al corrente dei due reclami. Forse si è creata un po’ di confusione sull’atto votato. Non ci siamo espressi sull’incompatibilità, che spetta all’organo tecnico. Il nostro voto era solo una presa d’atto che apre la verifica sul caso sollevato consentendo anche al consigliere Navone di presentare le sue osservazioni in merito. Nessun atto di guerra».
 

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