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Olbia

A Olbia nasce il primo rione sostenibile: è Isticadeddu

di Dario Budroni
A Olbia nasce il primo rione sostenibile: è Isticadeddu

Le strade e i marciapiedi colorati per guidare all’utilizzo dei servizi. All’opera associazioni e cittadini 

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OLBIA. Le strade e i marciapiedi del quartiere oggi hanno un qualcosa di diverso: tre lunghe strisce colorate che, se seguite rigorosamente a piedi, ti conducono in breve tempo alla fermata del bus, a scuola, in farmacia oppure al supermercato. Servono per migliorare la qualità della vita delle persone ma anche per far capire che Isticadeddu, nonostante i suoi tanti problemi, può davvero diventare un rione a misura di cittadino. E quindi più accessibile e attento alle esigenze di tutti. Insomma, nasce il quartiere sostenibile, il primo in città. In fondo il progetto SiamoQ, inaugurato la scorsa primavera e terminato in questi giorni, era stato pensato e proposto proprio con l’obiettivo di attivare un processo di rigenerazione sociale attraverso la promozione del diritto alla mobilità sostenibile e attiva.

Progetto finito. Il progetto SiamoQ, cofinanziato dalla Regione Sardegna, è stato messo in piedi dalle associazioni Hub.Mat e Sensibilmente onlus, in partenariato con il comitato di quartiere di Isticadeddu e in collaborazione con il Comune di Olbia e l’Aspo, l’azienda municipalizzata che si occupa di trasporti, viabilità, sempre in prima linea sul fronte dellamobilità sostenibile.

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Le iniziative. Dalla primavera a oggi sono state così realizzate diverse iniziative, sempre con l’obiettivo di favorire la mobilità sostenibile e l’inclusione sociale, con una particolare attenzione alle persone con disabilità, agli anziani e ai minori. Negli ultimi giorni i volontari delle associazioni, insieme a diversi residenti, hanno quindi realizzato una rete di percorsi pedonali definiti da tre linee colorate, sul modello dell’urbanistica tattica. Inoltre hanno realizzato un sistema di segnali di indicazione stradale per pedoni, con tanto di destinazioni, distanze e tempi di percorrenza. I volontari hanno anche installato delle bacheche in legno, realizzate dagli studenti della quarta C dell’Ipia-Amsicora, che ospiteranno le informazioni utili ala sperimentazione del mobility management di quartiere. Nei mesi scorsi, invece, erano stati promossi dei sopralluoghi a piedi, in bici e in sedia a rotelle per verificare l’accessibilità degli spazi, degli incontri con i residenti per la co-progettazione dei percorsi di mobilità attiva e sostenibile e una raccolta di dati sulle dinamiche di mobilità di chi vive il rione. Numerosi, poi, i bike-to-school e i piedibus organizzati con la succursale della scuola media Diaz e con la scuola elementare di Isticadeddu, con lo scopo di promuovere dei percorsi casa-scuola-casa attivi, salubri e sostenibili. Infine Effetto Serra ha realizzato un murale in via Marco Polo insieme ai bambini del quartiere, oltre a personalizzare la nuova fermata del bus realizzata dall’Aspo in coordinamento con il team del progetto SiamoQ per le linee 3 e 6 del servizio urbano.

La soddisfazione. Roberta Calcina, presidente di Hub.Mat, è soddisfatta dell’opera realizzata. Il quartiere ha infatti partecipato con grande entusiasmo al progetto SiamoQ. «Abbiamo trovato tutto l’appoggio del comitato e degli abitanti, che sono spesso venuti ad aiutarci. Lavorare qui è stato davvero bello – racconta Roberta Calcina –. Questo è un quartiere che ha grandi potenzialità. Tanta gente si è interessata al nostro progetto di sostenibilità e questo servirà sicuramente per aumentare la consapevolezza nelle persone che nel quartiere Isticadeddu vivono e lavorano ogni giorno , ma anche in tutti i cittadini di Olbia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA


 

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