La Nuova Sardegna

Olbia

Botte e insulti ai due figli padre violento in tribunale

di Tiziana Simula
Botte e insulti ai due figli padre violento in tribunale

Professionista a processo, è accusato di maltrattamenti e lesioni personali La bambina si era confidata con la maestra. Sentiti in aula docenti e psicologo

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OLBIA. Un giorno si era confidata con la maestra, alla sua insegnante la bambina aveva raccontato del comportamento di suo padre, delle sue reazioni violente, delle botte date a lei e al fratellino più piccolo. Confidenze che la docente aveva immediatamente riferito alla dirigente scolastica. La scuola si era subito attivata con le procedure del caso, e la bambina aveva intrapreso un percorso terapeutico con uno psicologo.

In una lunga udienza davanti al tribunale in composizione collegiale presieduto dal giudice Camilla Tesi, la maestra, la dirigente scolastica e il medico sono stati sentiti come testimoni su quelle circostanze, ricostruendo i fatti e rispondendo alle domande delle parti. A processo, con le accuse di maltrattamenti e lesioni personali ai danni dei due figli minori, un professionista di Olbia, di 48 anni. Nei confronti dell’uomo, il giudice aveva disposto, un anno fa, il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dai bambini. Solo di recente la misura è stata attenuata, consentendo al professionista di incontrare i propri figli in una struttura protetta. Il processo con giudizio immediato è in corso. La moglie si è costituita parte civile con l’avvocato Giampaolo Murrighile, mentre l’imputato è difeso dagli avvocati Fabio Varone e Franco Giua. Pesanti le accuse contenute nel capo d’imputazione da cui l’uomo deve difendersi. Una drammatica storia di maltrattamenti di minori che si inserisce in un difficile contesto di separazione coniugale. Stando alle contestazioni della Procura, gli atteggiamenti violenti e di sopraffazione psicologica e fisica sarebbero cominciati prima della separazione e sarebbero proseguiti dopo, durante le visite ai figli, «in diverse occasioni e per futili motivi». Li avrebbe picchiati con le mani, con la cintura e altri oggetti se prendevano voti bassi a scuola o non eseguivano perfettamente tutti i suoi comandi. Pretendeva obbedienza assoluta alle sue rigide regole. E se questo non avveniva o se i bambini non facevano esattamente come lui voleva, erano botte, insulti, umiliazioni. Li avrebbe picchiati con violenza in diverse occasioni. E in un episodio specifico, il pubblico ministero lo accusa di aver provocato a uno di loro delle lesioni, certificate dal pediatra.

La denuncia era stata presentata ai carabinieri nel 2020 dalla madre che spesso veniva colpita a sua volta perché si frapponeva tra di loro nel tentativo di difendere i bambini.

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