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A Porto Cervo fanno discutere anche gli alberi di acacia

A Porto Cervo fanno discutere anche gli alberi di acacia

PORTO CERVO. Non è certo una priorità nell’agenda del Consorzio Costa Smeralda, ma a Porto Cervo evidentemente fanno discutere anche gli alberi di acacia. O meglio, fa discutere il regolamento...

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PORTO CERVO. Non è certo una priorità nell’agenda del Consorzio Costa Smeralda, ma a Porto Cervo evidentemente fanno discutere anche gli alberi di acacia. O meglio, fa discutere il regolamento edilizio del Consorzio che consiglia l’utilizzo di queste piante nelle zone con vegetazione mista all’interno dei lotti e nelle zone di giardinaggio di nuova formazione a carattere intensivo che si trovano intorno ai fabbricati.

Va tutto bene, peccato che l’acacia sia considerata in tutta l’Unione europea (con un disciplinare riconosciuto e adottato anche dallo Stato italiano) una specie esotica invasiva, la cui introduzione e diffusione causa impatti negativi alla biodiversità e ai servizi ecosistemici collegati (cioè i servizi che gli ecosistemi assicurano all'uomo come l'acqua e l'aria pulite, il legname o l'impollinazione). Lo segnala una consorziata, specificando anche che l’acacia a cui si fa riferimento ha i fiori come la mimosa, ma le foglie lunghe e strette. Il problema, naturalmente, non riguarda esclusivamente la Costa Smeralda, piuttosto tutto il territorio regionale.

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