Più tutela per le donne nei locali
di Dario Budroni
Presentato il progetto #sicurezzavera frutto di un’intesa tra Fipe Confcommercio e polizia di Stato
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olbia. Gli occhi addosso, i commenti, le palpate mentre si serve un cocktail o un caffè. E poi ci sono le clienti, spesso importunate, alcune volte trascinate via, magari picchiate. Gli episodi di violenza di genere si verificano soprattutto in famiglia, ma i dati dicono che neanche i bar, i locali notturni e i ristoranti sono dei luoghi totalmente sicuri per le donne. Per questo la Fipe Confcommercio, il Gruppo donne imprenditrici della federazione e la polizia di Stato hanno deciso di unire le forze per dare vita al progetto #sicurezzavera. Attraverso campagne di comunicazione e attività di formazione e di orientamento, i pubblici esercizi diventeranno così dei presidi di sicurezza, dei luoghi in cui la violenza di genere si combatterà ogni giorno e senza sosta.
In prima linea. Il progetto interessa per ora 20 città italiane. Olbia è l’unica in Sardegna. «L’iniziativa parte da esempi reali. Abbiamo raccolto testimonianze di vita e abbiamo quindi avviato questo nostro progetto - spiega Valentina Picca Bianchi, presidente nazionale del Gruppo donne imprenditrici della Fipe -. I luoghi dell’intrattenimento e della socialità devono diventare sinonimo di sicurezza per tutte, sia per le donne che li frequentano che per le donne che ci lavorano». Il progetto #sicurezzavera, che nasce all’interno della campagna «Questo non è amore» della polizia, promuoverà quindi una campagna di comunicazione per fornire tutte quelle informazioni utili a conoscere, riconoscere, prevenire e contrastare la violenza di genere. Inoltre saranno organizzati seminari di formazione e orientamento che coinvolgeranno le lavoratrici e i lavoratori dei pubblici esercizi della città.
La grande rete. L’iniziativa, che punta quindi a promuovere una cultura di genere, è stata presentata nella sede della Confcommercio olbiese davanti a diversi operatori del settore. A moderare l’incontro Gavina Braccu, la presidente della Fipe per l’area Gallura. Presente anche Mario Carta, il dirigente della divisione anticrimine della polizia per la questura di Sassari: «Noi trattiamo questo fenomeno in una formula preventiva, cercando di non aspettare che si arrivi al delitto, alle lesioni, alle violenze sessuali». Pieno sostegno anche dal Comune. «Abbiamo un grande compito: l’educazione dei nostri bambini, affinché crescano come cittadini consapevoli e rispettosi di entrambi i generi» dice Sabrina Serra, vicesindaca e assessora alla Cultura e alla Pubblica istruzione. «Con questo progetto immagino tante sentinelle di quartiere che rappresentino un punto di riferimento» aggiunge Simonetta Lai, assessora alle Politiche sociali. Vanni Sanna, assessore al Commercio, dice: «La collaborazione con i pubblici esercizi è fondamentale. Siamo al vostro fianco». Soddisfatta Patrizia Desole, presidente di Prospettiva donna, l’associazione che da anni si batte contro la violenza di genere: «Sono contenta del fatto che sia stata scelta proprio Olbia, una città molto sensibile a questa problematica. Non a caso qui è nato il centro antiviolenza. Viviamo in una società che non rispetta le donne e per questo serve un cambiamento radicale».
In prima linea. Il progetto interessa per ora 20 città italiane. Olbia è l’unica in Sardegna. «L’iniziativa parte da esempi reali. Abbiamo raccolto testimonianze di vita e abbiamo quindi avviato questo nostro progetto - spiega Valentina Picca Bianchi, presidente nazionale del Gruppo donne imprenditrici della Fipe -. I luoghi dell’intrattenimento e della socialità devono diventare sinonimo di sicurezza per tutte, sia per le donne che li frequentano che per le donne che ci lavorano». Il progetto #sicurezzavera, che nasce all’interno della campagna «Questo non è amore» della polizia, promuoverà quindi una campagna di comunicazione per fornire tutte quelle informazioni utili a conoscere, riconoscere, prevenire e contrastare la violenza di genere. Inoltre saranno organizzati seminari di formazione e orientamento che coinvolgeranno le lavoratrici e i lavoratori dei pubblici esercizi della città.
La grande rete. L’iniziativa, che punta quindi a promuovere una cultura di genere, è stata presentata nella sede della Confcommercio olbiese davanti a diversi operatori del settore. A moderare l’incontro Gavina Braccu, la presidente della Fipe per l’area Gallura. Presente anche Mario Carta, il dirigente della divisione anticrimine della polizia per la questura di Sassari: «Noi trattiamo questo fenomeno in una formula preventiva, cercando di non aspettare che si arrivi al delitto, alle lesioni, alle violenze sessuali». Pieno sostegno anche dal Comune. «Abbiamo un grande compito: l’educazione dei nostri bambini, affinché crescano come cittadini consapevoli e rispettosi di entrambi i generi» dice Sabrina Serra, vicesindaca e assessora alla Cultura e alla Pubblica istruzione. «Con questo progetto immagino tante sentinelle di quartiere che rappresentino un punto di riferimento» aggiunge Simonetta Lai, assessora alle Politiche sociali. Vanni Sanna, assessore al Commercio, dice: «La collaborazione con i pubblici esercizi è fondamentale. Siamo al vostro fianco». Soddisfatta Patrizia Desole, presidente di Prospettiva donna, l’associazione che da anni si batte contro la violenza di genere: «Sono contenta del fatto che sia stata scelta proprio Olbia, una città molto sensibile a questa problematica. Non a caso qui è nato il centro antiviolenza. Viviamo in una società che non rispetta le donne e per questo serve un cambiamento radicale».
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