Presunti abusi edilizi sulle villette allo Squalo anche un ricorso al Tar
OLBIA. Sarà anche il Tar della Sardegna a occuparsi delle sei villette a schiera di via Levante, davanti alla spiaggia dello Squalo, le cui cantine erano state messe sotto sequestro preventivo dalla...
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OLBIA. Sarà anche il Tar della Sardegna a occuparsi delle sei villette a schiera di via Levante, davanti alla spiaggia dello Squalo, le cui cantine erano state messe sotto sequestro preventivo dalla polizia locale di Olbia su ordine del procuratore di Tempio, Gregorio Capasso. I proprietari (Tonino Uggias, 60 anni, che è anche progettista e direttore dei lavori, Natalino Uggias, 65 anni, Laura Uggias, 48 anni, Gian Mario Uggias, 62 anni e Anna Uggias, 56 anni , tutti olbiesi) hanno presentato ricorso al tribunale amministrativo contro il provvedimento del Comune di Olbia che, dopo aver in un primo momento autorizzato l’intervento nelle cantine, aveva poi deciso di negarlo quando però i lavori erano già stati eseguiti.
Fermo restando il procedimento penale e l’inchiesta della Procura di Tempio, a fronte del ricorso al Tar presentato dai proprietari delle villette la giunta comunale di Olbia ha deliberato di resistere in giudizio. Stando alle accuse, i proprietari avrebbero proceduto al cambio della destinazione d’uso abusiva dei locali cantina, trasformati in ambienti residenziali anche tramite l’utilizzo dei cavedi. Il tutto finalizzato ad affittare per l’estate le stesse abitazioni. Gli stessi proprietari hanno sempre sostenuto di aver agito nella legalità.
«Avevamo presentato richiesta al Comune per il recupero a fini abitativi dei locali cantine e dopo tre mesi la richiesta è stata archiviata dal Suape con esito positivo – spiega il difensore, l’avvocato Giampaolo Murrighile –. La successiva reinterpretazione delle norme, 5 mesi dopo la presentazione della richiesta, ha causato la revoca in autotutela da parte del Comune dell’autorizzazione, ma l’intervento era già stato effettuato».
Fermo restando il procedimento penale e l’inchiesta della Procura di Tempio, a fronte del ricorso al Tar presentato dai proprietari delle villette la giunta comunale di Olbia ha deliberato di resistere in giudizio. Stando alle accuse, i proprietari avrebbero proceduto al cambio della destinazione d’uso abusiva dei locali cantina, trasformati in ambienti residenziali anche tramite l’utilizzo dei cavedi. Il tutto finalizzato ad affittare per l’estate le stesse abitazioni. Gli stessi proprietari hanno sempre sostenuto di aver agito nella legalità.
«Avevamo presentato richiesta al Comune per il recupero a fini abitativi dei locali cantine e dopo tre mesi la richiesta è stata archiviata dal Suape con esito positivo – spiega il difensore, l’avvocato Giampaolo Murrighile –. La successiva reinterpretazione delle norme, 5 mesi dopo la presentazione della richiesta, ha causato la revoca in autotutela da parte del Comune dell’autorizzazione, ma l’intervento era già stato effettuato».
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