La Nuova Sardegna

Olbia

«Violenze in comunità» il pm chiede il processo

di Tiziana Simula
«Violenze in comunità» il pm chiede il processo

Sono imputati un educatore e un ospite del centro di accoglienza per minori  Si procede per maltrattamenti e abusi sessuali nei confronti di un dodicenne

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OLBIA. Agli assistenti sociali a cui aveva confidato il suo profondo disagio, aveva raccontato delle vessazioni e delle violenze psicologiche e fisiche subite dal suo educatore negli anni in cui aveva vissuto nella comunità di accoglienza per minori del comune di Olbia. Anni da incubo, con botte e punizioni inflitte dalla persona a cui lui – allora bambino e ora giovane 23enne – era stato affidato per ragioni di educazione e istruzione. La storia di violenza denunciata negli sfoghi con gli assistenti sociali è sfociata in un procedimento penale e presto sarà affrontata in tribunale, davanti al giudice dell’udienza preliminare. Ma gli imputati che dovranno comparire in udienza saranno due. Perché oltre all’educatore accusato di maltrattamenti, c’è anche un ospite della stessa comunità di accoglienza per minori per il quale il sostituto procuratore Ilaria Corbelli ha chiesto il rinvio a giudizio. È accusato di aver abusato sessualmente del ragazzino quando aveva dodici anni. Imputato per atti sessuali con minorenne, un giovane che all’epoca aveva 18 anni. Per entrambi la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio a chiusura dell’attività di indagine scattata in seguito alla segnalazione dei servizi sociali dopo la denuncia della presunta vittima, avvenuta circa quattro anni fa. L’udienza preliminare è stata fissata a gennaio 2022. Facendo i conti, la vicenda arriva in tribunale oltre dieci anni dopo i fatti contestati (gli ultimi episodi risalgono al 2011). Le accuse del ragazzo, secondo la Procura maltrattato e abusato, sono state già cristallizzate in sede di incidente probatorio dove il giovane ha ripercorso ogni momento delle violenze e degli abusi sessuali subiti in comunità. Lungo il periodo a cui si riferiscono le contestazioni del pubblico ministero: dal 2002 al 2011 i maltrattamenti, mentre gli atti sessuali sarebbero avvenuti tra il 2010 e il 2011. Il ragazzino sarebbe stato picchiato dal suo educatore in più occasioni, costretto a restare chiuso in stanza, a non mangiare per punizione, a non uscire dalla struttura. Una serie di vessazioni e violenze che il giovane avrebbe raccontato e confermato durante l’incidente probatorio. Così come gli abusi sessuali a cui sarebbe stato costretto dal suo compagno di comunità quando aveva solo 12 anni.

Gli imputati respingono le accuse. «Abbiamo svolto indagini difensive e siamo sereni», dice l’avvocato Giampaolo Murrighile, difensore dell’educatore. Quei comportamenti che secondo l’accusa sono maltrattamenti, vengono definiti dalla difesa strumenti educativi molto rigorosi messi in atto nei confronti di giovani problematici.

L’imputato accusato di atti sessuali con minore è difeso dall’avvocato Chiara Murgia del Foro di Sassari.

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