Il Geovillage non sarà affittato
di Tiziana Simula
La curatela ha detto no al consulente Giovanni Maugeri. Sarà bandita direttamente la vendita
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OLBIA. La risposta da parte della curatela fallimentare è arrivata. Ma non è quella che lui si aspettava. E di fronte al secondo “no” ricevuto, ha deciso di abbandonare definitivamente la sua idea, quella di gestire per il 2022 il Geovillage. Giovanni Maugeri, 49 anni, di Roma, consulente e specialista in profit management alberghiero, ideatore del Metodo Maugeri e autore del libro “La bibbia dell’albergatore”, tira i remi in barca. Avrebbe voluto “traghettare” il complesso alberghiero (compresi i ristoranti, bar, piscina e spa) verso i nuovi acquirenti. E per questo, alla luce del recente affidamento degli impianti sportivi all’Olbia calcio, aveva rilanciato la sua proposta alla curatela fallimentare dicendosi disponibile a prendere in affitto l’albergo e riassumere il personale per il 2022, a partire dal primo gennaio. Ma la curatela fallimentare, nelle cui mani si trova il Geovillage dopo il crac della famiglia Docche, ha risposto “no”.
Il perché contiene di fatto un’altra notizia.
Il collegio dei curatori motiva il diniego con la decisione di non voler più dare in gestione temporanea il complesso e spiega che verrà direttamente bandita una procedura per la vendita non appena la curatela otterrà formale autorizzazione da parte del Cipnes.
Si va, insomma, direttamente alla vendita senza una gestione provvisoria, diversamente da quanto prospettato inizialmente dalla stessa curatela fallimentare in accordo col Cipnes.
«Sono deluso per questa risposta. Prendo atto che la struttura resterà chiusa anche per il 2022 perché è impensabile che si possa definire il tutto in breve tempo – commenta Giovanni Maugeri – Avevamo messo a disposizione tutte le nostre risorse per farla ripartire. A questo punto spengo definitivamente la mia attenzione sul Geovillage perché mi sembra davvero una storia infinita. L’acquisto, in questo momento, non è nelle mie disponibilità finanziarie. Mi dispiace per i dipendenti che aspettavano una riassunzione e riponevano in me molta fiducia».
Di Giovanni Maugeri si era parlato nel giugno scorso quando il tribunale fallimentare aveva detto no alla sua offerta. L’unica ad essere stata presentata al bando di gara per un affitto transitorio di 18 mesi del maxi complesso di zona industriale. L’offerta era stata bocciata per mancanza di requisiti.
Recentemente aveva rilanciato la sua proposta di gestione limitatamente all’albergo (e ai servizi connessi), e la spinta a ritornare in pista era stata determinata dalla concessione a terzi, ovvero all’Olbia calcio, degli impianti sportivi. È di qualche giorno fa, la notizia della riapertura anche dei campi da tennis attraverso il sub-affidamento da parte della stessa società calcistica – unico gestore degli impianti in godimento oneroso fino al novembre 2022 – all’Asd Geovillage sporting club. Ma il Geovillage resta ancora un villaggio dello sport con metà delle luci spente. Il Palasport, dopo aver ospitato i mondiali di Judo dello scorso ottobre, è tornato orfano. Chiusa anche la piscina. In pratica sono ripartite due attività su quattro.
Resta ora l’incognita sul fronte ricettivo.
Naufragato il progetto di una gestione provvisoria che avrebbe assicurato la riapertura in tempi brevi, resta da sperare in una celere procedura per la vendita. Il rischio è che il patrimonio immobiliare già segnato da un anno di chiusura, possa continuare a deteriorasi a causa dell’incuria e della necessaria manutenzione.
Il perché contiene di fatto un’altra notizia.
Il collegio dei curatori motiva il diniego con la decisione di non voler più dare in gestione temporanea il complesso e spiega che verrà direttamente bandita una procedura per la vendita non appena la curatela otterrà formale autorizzazione da parte del Cipnes.
Si va, insomma, direttamente alla vendita senza una gestione provvisoria, diversamente da quanto prospettato inizialmente dalla stessa curatela fallimentare in accordo col Cipnes.
«Sono deluso per questa risposta. Prendo atto che la struttura resterà chiusa anche per il 2022 perché è impensabile che si possa definire il tutto in breve tempo – commenta Giovanni Maugeri – Avevamo messo a disposizione tutte le nostre risorse per farla ripartire. A questo punto spengo definitivamente la mia attenzione sul Geovillage perché mi sembra davvero una storia infinita. L’acquisto, in questo momento, non è nelle mie disponibilità finanziarie. Mi dispiace per i dipendenti che aspettavano una riassunzione e riponevano in me molta fiducia».
Di Giovanni Maugeri si era parlato nel giugno scorso quando il tribunale fallimentare aveva detto no alla sua offerta. L’unica ad essere stata presentata al bando di gara per un affitto transitorio di 18 mesi del maxi complesso di zona industriale. L’offerta era stata bocciata per mancanza di requisiti.
Recentemente aveva rilanciato la sua proposta di gestione limitatamente all’albergo (e ai servizi connessi), e la spinta a ritornare in pista era stata determinata dalla concessione a terzi, ovvero all’Olbia calcio, degli impianti sportivi. È di qualche giorno fa, la notizia della riapertura anche dei campi da tennis attraverso il sub-affidamento da parte della stessa società calcistica – unico gestore degli impianti in godimento oneroso fino al novembre 2022 – all’Asd Geovillage sporting club. Ma il Geovillage resta ancora un villaggio dello sport con metà delle luci spente. Il Palasport, dopo aver ospitato i mondiali di Judo dello scorso ottobre, è tornato orfano. Chiusa anche la piscina. In pratica sono ripartite due attività su quattro.
Resta ora l’incognita sul fronte ricettivo.
Naufragato il progetto di una gestione provvisoria che avrebbe assicurato la riapertura in tempi brevi, resta da sperare in una celere procedura per la vendita. Il rischio è che il patrimonio immobiliare già segnato da un anno di chiusura, possa continuare a deteriorasi a causa dell’incuria e della necessaria manutenzione.
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