Una pizza per rilanciare il paese
di Dario Budroni
A Berchiddeddu apre la pizzeria Olevà: è la prima inaugurazione dopo anni di crisi e di chiusure
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OLBIA. Il profumo della pizza si fa largo tra i vicoli del paese. Alla gente non sembra vero: altro che mettersi al volante e scendere fino a Olbia. A Berchiddeddu, adesso, c’è una porta che si apre e che non si chiude. Dopo la scomparsa della posta, della banca, della delegazione comunale e di diverse attività commerciali, la piccola frazione olbiese ha nuovamente una pizzeria. Si chiama Olevà ed è stata aperta da una giovane coppia che ha voluto scommettere sul paese. «Era un servizio che Berchiddeddu domandava. Il riscontro è stato fin da subito buono. La gente ha apprezzato. Abbiamo aperto solo da qualche giorno e abbiamo già numerosi clienti. Siamo soddisfatti» commenta Emanuele Molinas, che ha dato vita a questa nuova avventura insieme alla moglie Cornelia Tudose, che della pizzeria è la titolare.
Controtendenza. A Berchiddeddu, negli ultimi anni, hanno chiuso diverse attività. Mancano poi alcune infrastrutture e servizi essenziali, a cominciare dall’ufficio postale. L’isola amministrativa di Olbia, che tra paese e borgate supera i mille abitanti, ha così accolto con un certo entusiasmo la notizia dell’inaugurazione di una pizzeria. Un segnale di ripartenza che segue un lungo periodo fatto di serrande abbassate e storie arrivate al capolinea. «Penso che Berchiddeddu sia un luogo fortunato, ricco di bellezze ambientali e anche di saperi – spiega Emanuele Molinas, 37 anni –. Ultimamente, però, alcune problematiche hanno purtroppo portato alla chiusura di attività e servizi. Per quanto ci riguarda, abbiamo voluto fare la nostra parte anche per cercare di allontanare un certo tipo di rassegnazione che ha forse peggiorato la situazione».
La pizzeria. Emanuele e Cornelia, genitori di una bambina, hanno così inaugurato la pizzeria Olevà, proprio davanti alla piazza del paese che il Comune sta riqualificando. «Prepariamo pizze e panini – continua Molinas –. E abbiamo pensato anche a un menù che possa in qualche modo piacere ai tanti turisti tedeschi che frequentano questa zona. I sentieri attorno a Berchiddeddu, infatti, sono stati mappati proprio da loro, dai tedeschi. È importante che i turisti trovino un servizio, un posto in cui mangiare». La pizzeria porta il nome della vallata di Olevà. E anche le pizze rendono omaggio alle località del luogo, da Berchiddeddu a Mamusi, da Sos Coddos a Trainu Moltu. Al forno e alla pala ci sono due persone: il pizzaiolo Tonino Manca e il cuoco Andrea Roda, che per lavorare a Berchiddedu si è addirittura trasferito da Cagliari.
Il futuro. La speranza di Emanuele e Cornelia è che tanti altri giovani di Berchiddedu seguano il loro esempio. «A Olbia ho un negozio che si occupa di mobilità sostenibile, ma ho anche voluto scommettere sul mio paese – racconta Molinas –. Berchiddeddu è abitata da persone davvero capaci e che si danno da fare, sarebbe bello se si tornasse a investire qui. La nostra pizzeria sta andando bene. Stanno arrivando anche dai dintorni per mangiare la pizza qui da noi». Emanuele Molinas ha poi un altro sogno da tirare fuori dal cassetto: riaprire lo storico ristorante Maria Raimonda, appartenuto a sua zia. «Era una attività di successo, poi mia zia ha dovuto chiuderlo per questioni di età – specifica Emanuele Molinas –. Ci piacerebbe riaprilo, proponendo lo stesso menù e aggiungere magari anche un bed & breakfast».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Controtendenza. A Berchiddeddu, negli ultimi anni, hanno chiuso diverse attività. Mancano poi alcune infrastrutture e servizi essenziali, a cominciare dall’ufficio postale. L’isola amministrativa di Olbia, che tra paese e borgate supera i mille abitanti, ha così accolto con un certo entusiasmo la notizia dell’inaugurazione di una pizzeria. Un segnale di ripartenza che segue un lungo periodo fatto di serrande abbassate e storie arrivate al capolinea. «Penso che Berchiddeddu sia un luogo fortunato, ricco di bellezze ambientali e anche di saperi – spiega Emanuele Molinas, 37 anni –. Ultimamente, però, alcune problematiche hanno purtroppo portato alla chiusura di attività e servizi. Per quanto ci riguarda, abbiamo voluto fare la nostra parte anche per cercare di allontanare un certo tipo di rassegnazione che ha forse peggiorato la situazione».
La pizzeria. Emanuele e Cornelia, genitori di una bambina, hanno così inaugurato la pizzeria Olevà, proprio davanti alla piazza del paese che il Comune sta riqualificando. «Prepariamo pizze e panini – continua Molinas –. E abbiamo pensato anche a un menù che possa in qualche modo piacere ai tanti turisti tedeschi che frequentano questa zona. I sentieri attorno a Berchiddeddu, infatti, sono stati mappati proprio da loro, dai tedeschi. È importante che i turisti trovino un servizio, un posto in cui mangiare». La pizzeria porta il nome della vallata di Olevà. E anche le pizze rendono omaggio alle località del luogo, da Berchiddeddu a Mamusi, da Sos Coddos a Trainu Moltu. Al forno e alla pala ci sono due persone: il pizzaiolo Tonino Manca e il cuoco Andrea Roda, che per lavorare a Berchiddedu si è addirittura trasferito da Cagliari.
Il futuro. La speranza di Emanuele e Cornelia è che tanti altri giovani di Berchiddedu seguano il loro esempio. «A Olbia ho un negozio che si occupa di mobilità sostenibile, ma ho anche voluto scommettere sul mio paese – racconta Molinas –. Berchiddeddu è abitata da persone davvero capaci e che si danno da fare, sarebbe bello se si tornasse a investire qui. La nostra pizzeria sta andando bene. Stanno arrivando anche dai dintorni per mangiare la pizza qui da noi». Emanuele Molinas ha poi un altro sogno da tirare fuori dal cassetto: riaprire lo storico ristorante Maria Raimonda, appartenuto a sua zia. «Era una attività di successo, poi mia zia ha dovuto chiuderlo per questioni di età – specifica Emanuele Molinas –. Ci piacerebbe riaprilo, proponendo lo stesso menù e aggiungere magari anche un bed & breakfast».
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