Rinaggiu in vendita, si riparte dal bando
di Giuseppe Pulina
Il sindaco Gianni Addis: «Abbiamo tutelato il bene pubblico. Ora nomi e cognomi dei soggetti interessati all’acquisto»
3 MINUTI DI LETTURA
TEMPIO. Le critiche e le reazioni sono state tra le più diverse, e così, per fare chiarezza e rendere al mittente parole e giudizi non graditi, il sindaco Giannetto Addis ieri mattina ha riunito la giunta e raccontato la sua verità sul caso Rinaggiu. La prima notizia è che si riparte dal bando esistente, che secondo il sindaco garantisce le «condizioni di vendita più rispettose possibili dell’interesse pubblico».
Quello del sindaco è stato un lungo discorso, durato più di 40 minuti, con il quale ha chiamato in causa destinatari diversi. Chiaro il disappunto per l’esito dell’apertura delle buste che avrebbe dovuto far compiere un importante passo in avanti al progetto Rinaggiu con l’alienazione di una parte del compendio. Disappunto, ma anche disapprovazione per le tante critiche piovutegli sopra, soprattutto dai banchi dell’opposizione. Ma non tutte le minoranze sarebbero state così poco “collaborative”. «Il riferimento – precsa Addis – va all’ultima minoranza, non a quella della precedente legislatura, che aveva semmai condiviso il nostro percorso di un progetto fatto di passaggi articolati, alcuni complicati, del progetto che va avanti da tre anni, con la possibilità di mettere ora a rischio un lavoro lungo e approfondito».
L’idea del sindaco è quella di non demordere e di rilanciare, piuttosto, il progetto, percorrendo sempre la strada della trasparenza, della legalità e della buona fede. La base è il bando già formulato, con le «condizioni di vendita più rispettose possibili dell’interesse pubblico». Il sindaco ha anche rivendicato la trasparenza del percorso seguito. «Questo aiuta a fare luce sul vero e forse scarso interesse dell’ipotetico venditore. La nostra linea politica è stata chiara e coerente con gli obiettivi di tutela dell’interesse pubblico e di valorizzazione del bene, sin dall’inizio noti al venditore».
Duro il riferimento all’opposizione, definita “inconsistente, banale e superficiale, poco informata e ancora convinta a un anno dell’insediamento di dover dire sempre no a tutto, sino ad assumere nell’arco di pochi mesi posizioni opposte».
Le bordate del sindaco Addis, che un ossimoro definirebbe pacatamente furiose, hanno investito anche la società che ha presentato l’unica busta che avrebbe dovuto contenere i termini dell’offerta. La Salima srl che, peraltro, ha già acquistato 106 ettari di terreno per realizzare il progetto. «Non posso che stigmatizzare la teatralità della presentazione e il triste epilogo alla scadenza della gara, con la società che, anziché presentare una busta con l’offerta, ha consegnato una lunga lettera con contenuti fuori luogo. È successo qualcosa che niente ha avuto a che vedere con il bando, perché la lettera poteva essere inviata prima della scadenza dello stesso bando. Può essere che ci siano stati degli errori nel bando, ma se così è stato, è servito a salvare l’interesse del bene pubblico».
Quel che al sindaco non è poi piaciuto è anche il fatto di essersi dovuto confrontare con un interlocutore che non si è pienamente dichiarato. «Non sarebbe stato male fare nome e cognome dei soggetti interessati all’investimento. Ma se lo spirito della Salima è costruttivo, potrà partecipare in piena trasparenza al percorso nel quale l’amministrazione procederà». «In fondo – sempre secondo Addis – la società avrebbe potuto chiedere una proroga per disporre di più tempo». Quello stesso tempo che occorrerà ora per riprendere in mano il bando e andare alla ricerca di nuovi (o vecchi) imprenditori.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Quello del sindaco è stato un lungo discorso, durato più di 40 minuti, con il quale ha chiamato in causa destinatari diversi. Chiaro il disappunto per l’esito dell’apertura delle buste che avrebbe dovuto far compiere un importante passo in avanti al progetto Rinaggiu con l’alienazione di una parte del compendio. Disappunto, ma anche disapprovazione per le tante critiche piovutegli sopra, soprattutto dai banchi dell’opposizione. Ma non tutte le minoranze sarebbero state così poco “collaborative”. «Il riferimento – precsa Addis – va all’ultima minoranza, non a quella della precedente legislatura, che aveva semmai condiviso il nostro percorso di un progetto fatto di passaggi articolati, alcuni complicati, del progetto che va avanti da tre anni, con la possibilità di mettere ora a rischio un lavoro lungo e approfondito».
L’idea del sindaco è quella di non demordere e di rilanciare, piuttosto, il progetto, percorrendo sempre la strada della trasparenza, della legalità e della buona fede. La base è il bando già formulato, con le «condizioni di vendita più rispettose possibili dell’interesse pubblico». Il sindaco ha anche rivendicato la trasparenza del percorso seguito. «Questo aiuta a fare luce sul vero e forse scarso interesse dell’ipotetico venditore. La nostra linea politica è stata chiara e coerente con gli obiettivi di tutela dell’interesse pubblico e di valorizzazione del bene, sin dall’inizio noti al venditore».
Duro il riferimento all’opposizione, definita “inconsistente, banale e superficiale, poco informata e ancora convinta a un anno dell’insediamento di dover dire sempre no a tutto, sino ad assumere nell’arco di pochi mesi posizioni opposte».
Le bordate del sindaco Addis, che un ossimoro definirebbe pacatamente furiose, hanno investito anche la società che ha presentato l’unica busta che avrebbe dovuto contenere i termini dell’offerta. La Salima srl che, peraltro, ha già acquistato 106 ettari di terreno per realizzare il progetto. «Non posso che stigmatizzare la teatralità della presentazione e il triste epilogo alla scadenza della gara, con la società che, anziché presentare una busta con l’offerta, ha consegnato una lunga lettera con contenuti fuori luogo. È successo qualcosa che niente ha avuto a che vedere con il bando, perché la lettera poteva essere inviata prima della scadenza dello stesso bando. Può essere che ci siano stati degli errori nel bando, ma se così è stato, è servito a salvare l’interesse del bene pubblico».
Quel che al sindaco non è poi piaciuto è anche il fatto di essersi dovuto confrontare con un interlocutore che non si è pienamente dichiarato. «Non sarebbe stato male fare nome e cognome dei soggetti interessati all’investimento. Ma se lo spirito della Salima è costruttivo, potrà partecipare in piena trasparenza al percorso nel quale l’amministrazione procederà». «In fondo – sempre secondo Addis – la società avrebbe potuto chiedere una proroga per disporre di più tempo». Quello stesso tempo che occorrerà ora per riprendere in mano il bando e andare alla ricerca di nuovi (o vecchi) imprenditori.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
