«Abbiamo sempre rispettato la legge»
di Antonello Sechi
Nizzi sereno sull’inchiesta della Procura sul Piano Mancini: «A dicembre la variante del Pai farà luce sulla situazione»
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OLBIA. Annuncia la variante del piano di assetto idrogeologico per i primi dicembre, difende senza tentennamenti i dirigenti comunali, ri-boccia senza appello il cosiddetto Piano Mancini, manifesta serenità sulla valanga di sequestri di opere a rischio alluvione disposta in città dalla Procura di Tempio. Nessuna tensione ma solo parole misurate e rispettose nei confronti del «signor procuratore». Settimo Nizzi riserva le bordate a chi ha promosso e mandato avanti proprio il Piano Mancini, silurato dalla Regione ma alla base dell’inchiesta che ha portato la Procura a ordinare il sequestro di diciotto tra ponti, ponticelli e il sottopasso di via Amba Alagi. Strutture ritenute pericolose perché impedirebbero il deflusso dell’acqua in caso di fenomeni atmosferici estremi come quello dell’alluvione 2013, che nell’era del cambiamento climatico rischiano di essere sempre più frequenti. Non sono state né demolite né messe in sicurezza. Per questo, insieme ai sequestri, la cui esecuzione graduale è stata affidata ai carabinieri del Noe e del comando territoriale, è scattato l’avviso di garanzia nei confronti di Antonello Zanda, dirigente del settore tecnico del Comune incaricato dalla Regione di seguire il procedimento.
Settimo Nizzi parte da qui: «Un avviso di garanzia è una garanzia, appunto, non una condanna. Non ho visto carte, ho letto solo quanto scritto sui giornali. Dico solo che siamo sempre stati rispettosi della legge e che abbiamo sempre lavorato per il bene della comunità, per metterla in sicurezza. Altri possono avere punti di vista differenti, noi siamo sereni. I tempi autorizzativi sono infiniti, ma sulle opere abbiamo fatto tutto il necessario e sono stati fatti i bandi per realizzarle. Ci tengo a dirlo: i nostri dirigenti sono i più validi nel mercato regionale e nazionale e sono certo che abbiano fatto tutto ciò che serviva».
A fare chiarezza, assicura Nizzi, sarà la variante del Pai (Piano di assetto idrogeologico) che approderà nell’assemblea civica entro poche settimane. «Metterà in luce – spiega il sindaco – la reale situazione di rischio idrogeologico in città e nel territorio. Si vedrà che buona parte del comune è stata bloccata per anni a causa di studi superficiali». Nizzi non ha la minima esitazione sul piano Mancini. «Chi pensa che fosse la bibbia o la costituzione della salvaguardia del territorio sbaglia – prosegue –. Era un piano sbagliato, partito male e senza bando di gara, che è stato miseramente bocciato. Noi abbiamo fatto i bandi per realizzare il progetto di salvaguardia e c’è la variante del piano di assetto idrogeologico che riguarda tutto il territorio comunale e non la sola città. Abbiamo la coscienza a posto».
I sequestri delle strutture ritenute a rischio potrebbero comportare problemi per la viabilità. Appena disponibili le carte, dice Nizzi, si deciderà insieme ai tecnici il da farsi.
L’unico indagato nell’inchiesta della Procura di Tempio è Antonello Zanda. Per lui, parla con una breve dichiarazione il suo avvocato, Jacopo Merlini: «Si attende con serenità le evoluzioni della vicenda giudiziaria nella consapevolezza del corretto comportamento tenuto dall’ingegner Zanda sia per la pulizia dei canali, con costante e periodico controllo degli stessi debitamente certificato dagli addetti, sia in ordine alle sue reali competenze in ordine alle opere cosiddette incongrue».
Settimo Nizzi parte da qui: «Un avviso di garanzia è una garanzia, appunto, non una condanna. Non ho visto carte, ho letto solo quanto scritto sui giornali. Dico solo che siamo sempre stati rispettosi della legge e che abbiamo sempre lavorato per il bene della comunità, per metterla in sicurezza. Altri possono avere punti di vista differenti, noi siamo sereni. I tempi autorizzativi sono infiniti, ma sulle opere abbiamo fatto tutto il necessario e sono stati fatti i bandi per realizzarle. Ci tengo a dirlo: i nostri dirigenti sono i più validi nel mercato regionale e nazionale e sono certo che abbiano fatto tutto ciò che serviva».
A fare chiarezza, assicura Nizzi, sarà la variante del Pai (Piano di assetto idrogeologico) che approderà nell’assemblea civica entro poche settimane. «Metterà in luce – spiega il sindaco – la reale situazione di rischio idrogeologico in città e nel territorio. Si vedrà che buona parte del comune è stata bloccata per anni a causa di studi superficiali». Nizzi non ha la minima esitazione sul piano Mancini. «Chi pensa che fosse la bibbia o la costituzione della salvaguardia del territorio sbaglia – prosegue –. Era un piano sbagliato, partito male e senza bando di gara, che è stato miseramente bocciato. Noi abbiamo fatto i bandi per realizzare il progetto di salvaguardia e c’è la variante del piano di assetto idrogeologico che riguarda tutto il territorio comunale e non la sola città. Abbiamo la coscienza a posto».
I sequestri delle strutture ritenute a rischio potrebbero comportare problemi per la viabilità. Appena disponibili le carte, dice Nizzi, si deciderà insieme ai tecnici il da farsi.
L’unico indagato nell’inchiesta della Procura di Tempio è Antonello Zanda. Per lui, parla con una breve dichiarazione il suo avvocato, Jacopo Merlini: «Si attende con serenità le evoluzioni della vicenda giudiziaria nella consapevolezza del corretto comportamento tenuto dall’ingegner Zanda sia per la pulizia dei canali, con costante e periodico controllo degli stessi debitamente certificato dagli addetti, sia in ordine alle sue reali competenze in ordine alle opere cosiddette incongrue».
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