Olbia, il Pronto soccorso perde altri tre medici: ora sono solo cinque
Il consigliere regionale del M5s lancia l'allarme: «I dottori rimasti costretti a ritmi di lavoro insostenibili»
OLBIA. Da otto a cinque. Sono i numeri dei medici del Pronto soccorso dell'ospedale Giovanni Paolo II che hanno messo in allarme il consigliere regionale del M5s, Roberto Li Gioi. «Rispetto a due mesi e mezzo fa, quando effettuai un sopralluogo di sabato notte e riscontrai una situazione totalmente fuori controllo, oggi apprendiamo che i numeri sono nettamente peggiorati - dice Li Gioi -. Degli otto medici in servizio lo scorso settembre ne sono rimasti soltanto cinque. Infatti, uno è andato in pensione, un'altra è assente per maternità, un altro ancora la prossima settimana verrà trasferito in quanto ha scelto di occuparsi di Medicina di base».
Il consigliere pentastellato sottolinea le difficoltà del Pronto soccorso con un organico ridotto all'osso. «Quando la pianta organica contava otto medici, facevano tre turni notturni settimanali ciascuno - sottolinea Li Gioi -. Si intuisce che il ritmo di lavoro a cui devono sottostare attualmente è disumano».
Durante la conferenza socio-sanitaria della scorsa settimana l'assessore regionale alla Sanità Mario Nieddu e il commissario straordinario Temussi hanno sottolineato come la riforma sanitaria che dovrebbe partire il primo gennaio 2022, dovrebbe portare nel medio e lungo termine benefici a tutta la sanità gallurese. «Staremo a vedere. In ogni caso, in quell'occasione ho rimarcato come fossimo in presenza di una calma apparente dopo una stagione turistica che ha messo a dura prova la tenuta del reparto in cui si è a più riprese, come confermato dallo stesso Temussi, rischiato di mettere a repentaglio le vite dei pazienti. L'aver appreso che le condizioni di lavoro sono divenute ancora più estenuanti non fa che confermare che la preoccupazione per le conseguenze che la popolazione gallurese potrebbe subire sono più che fondate. Per questo sono convinto che non si debbano attendere ipotetiche tempistiche di medio-lungo termine, ma che sia fondamentale programmare immediatamente il potenziamento del reparto in vista dell'inevitabile incremento dell'utenza già nel periodo natalizio e in vista della prossima estate». (se.lu.)
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