«Otorino chiuso da due mesi odissea per i malati olbiesi»

OLBIA. I guai della sanità pubblica olbiese non finiscono mai. All’elenco dei servizi mancanti adesso si aggiunge anche quello di otorinolaringoiatria. L’ambulatorio è chiuso da circa due mesi,...

OLBIA. I guai della sanità pubblica olbiese non finiscono mai. All’elenco dei servizi mancanti adesso si aggiunge anche quello di otorinolaringoiatria. L’ambulatorio è chiuso da circa due mesi, denuncia il consigliere regionale olbiese Roberto Li Gioi, del Movimento 5 Stelle, con una interrogazione al presidente Christian Solinas e all'assessore alla Sanità Mario Nieddu. «Da quasi due mesi l'ambulatorio di otorinolaringoiatria dell'ospedale San Giovanni di Dio di Olbia è stato chiuso senza preavviso – spiega il consigliere – Da quando l'unico medico otorino che vi prestava servizio, a due mesi dal pensionamento, si è reso indisponibile, l'Ats non ha provveduto a nominare un sostituto per garantire l'operatività del presidio cittadino. Sono iniziati così i disagi per le centinaia di pazienti del Nord Sardegna, attualmente costretti a rivolgersi presso altre strutture sanitarie, talvolta distanti decine di chilometri da Olbia, nelle città di Alghero, Tempio, La Maddalena». Il pellegrinaggio verso altre città è uno dei problemi, l’altro è quello dei tempi. «Oltre a essere costretti a viaggiare per poter effettuare una visita – prosegue Li Gioi – i pazienti olbiesi devono fare i conti con la dilatazione dei tempi di attesa, poiché presso gli ambulatori ancora disponibili le tempistiche per le visite arrivano fino a tre mesi. A denunciare questa situazione problematica e incresciosa sono gli stessi utenti che, avendo tentato di fissare un appuntamento, hanno appreso che all'ospedale di Alghero la prima data utile sarebbe stata il 29 gennaio, mentre all'ospedale Paolo Merlo di La Maddalena si parla addirittura del prossimo 4 marzo».

A Solinas e Nieddu, Li Gioi chiede ovviamente di agire per consentire la riapertura dell'ambulatorio di otorino di Olbia. Anche perché la sua chiusura provoca situazioni alle quali è difficile trovare una soluzione. Ci sono pazienti – spiega il consigliere regionale – che hanno necessità di sostituire e adeguare gli apparecchi acustici usurati, circa ogni tre mesi. La procedura prevede che soltanto il medico specialista otorino di una struttura pubblica possa compilare la richiesta. Inoltre, il paziente, dopo aver ritirato lo strumento presso il centro audiologico di riferimento, deve riconsegnarlo all’otorino per il collaudo. Si intuisce quindi che la condizione in cui versano questi utenti è quasi disperata».

La chiusura dell’ambulatorio di otorinolaringoiatria dell’ospedale olbiese, conclude Li Gioi, «rappresenta l’ennesimo colpo alla sanità della Gallura, già provata da un progressivo e preoccupante smantellamento di interi reparti e servizi essenziali nel territorio. Solinas e Nieddu devono intervenire per far sì che questo servizio, come già accaduto ad altri, non sia destinato a morire per sempre».



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