La Nuova Sardegna

Olbia

Non ci fu nessuna molestia il gip scagiona Magliulo

di Tiziana Simula
Non ci fu nessuna molestia il gip scagiona Magliulo

Il presidente del Tribunale di Tempio era stato denunciato da una collega giudice Accolta richiesta di archiviazione della Procura di Roma. Protesta la parte offesa  

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TEMPIO. La parola fine è stata scritta ieri dopo un’attesa di quasi due mesi: il procedimento penale a carico del presidente del tribunale di Tempio, Giuseppe Magliulo, accusato da una collega giudice di molestie sessuali, è stato archiviato. Per il gip Corrado Cappiello non si ravvisano gli elementi necessari e sufficienti per poter sostenere l’accusa in giudizio. A dare la notizia con una brevissima nota è stato il difensore di Magliulo, l’avvocato Valerio Spigarelli. Il quale ha fatto sapere che «il gip del tribunale di Roma, accogliendo la richiesta della Procura della Repubblica di Roma del 18 maggio 2021, ha emesso ordinanza di archiviazione in merito al procedimento riguardante i fatti che nei mesi scorsi avevano trovato ampio spazio sulle pagine della stampa nazionale e locale». Nessun commento, per ora, da parte del presidente.

Il caso era esploso nel maggio scorso, travolgendo il tribunale gallurese. Il pubblico ministero Pantaleo Polifemo, titolare dell’inchiesta aperta dalla procura di Roma competente per i procedimenti che riguardano i magistrati, aveva chiesto l’archiviazione, ritenendo l’accusa infondata. Ma la presunta vittima, assistita dall’avvocato Ivano Iai, aveva presentato opposizione contro la richiesta di archiviazione. Il penalista aveva sollecitato un’integrazione dell’attività investigativa, ritenendo quella svolta incompleta. Ma il gip ha ritenuto che il supplemento di indagine richiesto fosse irrilevante rispetto al fatto denunciato. Dopo aver sentito le parti nell’ottobre scorso, ieri, ha emesso l’ordinanza di archiviazione, chiudendo definitivamente la vicenda. Il gip ha condiviso le conclusioni del pm che aveva rilevato delle incongruenze nella ricostruzione dei fatti resa dalla persona offesa, e ciò non porterebbe a una condanna dell’indagato in caso di processo. Ma il giudice ha anche escluso un intento calunniatorio da parte della denunciante. «Considero l’ordinanza profondamente ingiusta – commenta l’avvocato Iai –. Rispetto il provvedimento, ma non condivido il metodo argomentativo. Le sole dichiarazioni della mia assistita non sono state ritenute sufficienti per sostenere un’accusa in giudizio: ma non mi risultano persone offese da reati sessuali molestate in presenza di terzi. La mia assistita ha raccontato la verità».

Anche il procedimento disciplinare aperto nei confronti del presidente del tribunale si avvia verso l’archiviazione.

La Procura generale ha chiesto il “non luogo a provvedere” nei confronti di Magliulo per essere rimasti esclusi tutti gli addebiti disciplinari che riguardavano presunte scorrettezze nel lavoro.

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