Una delibera “infiamma” Calangianus
L’opposizione all’attacco sulla variante (annullata) a un piano di lottizzazione
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CALANGIANUS. Fa discutere il caso della delibera annullata dall’amministrazione comunale di Calangianus prima dell’approvazione nell’ultima seduta del Consiglio. La delibera (la numero 13 del 17 maggio scorso) riguardava una variante a un piano di lottizzazione già approvato nel 2006 nella parte bassa del paese, all’inizio di via La Talga.
E fanno discutere soprattutto le motivazioni dell’annullamento, da ricercare in due segnalazioni-diffide depositate all’ufficio protocollo del Comune. In aula, durante i lavori del consigli comunale, le minoranze non hanno mancato di segnalare la gravità delle affermazioni contenute nelle due segnalazioni.
«In quei due documenti c’è di tutto – hanno riferito le opposizioni, che in aula si sono limitate a prendere atto di dichiarazioni rilasciate da terzi nelle due segnalazioni – dalla richiesta da parte di un consigliere comunale dell’annullamento della delibera per avere lo stesso votato in evidente conflitto dì interesse ed evitare il “concorso in un atto che ha si configura come un reato perseguibile”, alle accuse mosse a firma di familiari dello stesso consigliere comunale nei confronti dell’assessore progettista, accusato di “aver agito con scorrettezza nei confronti di un altro collega” e aver “portato un progetto sconveniente per l’ interesse della pubblica amministrazione, dall’allora funzionario dell’ufficio tecnico comunale accusato di “distrazione nel doveroso esame della documentazione” per finire poi con l’organo consiliare sovrano “nel quale erano presenti consiglieri affini alla proprietà e ai quali non era stato proposto l’allontanamento dall’aula per incompatibilità” e ancora “aver votato una delibera illegittima che dispone un nuovo assetto urbanistico ritenendo e facendo ritenere in vigore la lottizzazione scaduta”. Il tutto architettato all’insaputa di alcuni proprietari ai quali nulla è stato fatto sapere».
E fanno discutere soprattutto le motivazioni dell’annullamento, da ricercare in due segnalazioni-diffide depositate all’ufficio protocollo del Comune. In aula, durante i lavori del consigli comunale, le minoranze non hanno mancato di segnalare la gravità delle affermazioni contenute nelle due segnalazioni.
«In quei due documenti c’è di tutto – hanno riferito le opposizioni, che in aula si sono limitate a prendere atto di dichiarazioni rilasciate da terzi nelle due segnalazioni – dalla richiesta da parte di un consigliere comunale dell’annullamento della delibera per avere lo stesso votato in evidente conflitto dì interesse ed evitare il “concorso in un atto che ha si configura come un reato perseguibile”, alle accuse mosse a firma di familiari dello stesso consigliere comunale nei confronti dell’assessore progettista, accusato di “aver agito con scorrettezza nei confronti di un altro collega” e aver “portato un progetto sconveniente per l’ interesse della pubblica amministrazione, dall’allora funzionario dell’ufficio tecnico comunale accusato di “distrazione nel doveroso esame della documentazione” per finire poi con l’organo consiliare sovrano “nel quale erano presenti consiglieri affini alla proprietà e ai quali non era stato proposto l’allontanamento dall’aula per incompatibilità” e ancora “aver votato una delibera illegittima che dispone un nuovo assetto urbanistico ritenendo e facendo ritenere in vigore la lottizzazione scaduta”. Il tutto architettato all’insaputa di alcuni proprietari ai quali nulla è stato fatto sapere».
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