L’Aspo fa i conti con la pandemia
di Giandomenico Mele
Diminuiscono i passeggeri. La polizia locale e le forze dell’ordine faranno i controlli sul green pass
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OLBIA. Il Covid ha inferto un duro colpo al trasporto pubblico locale. L’Aspo, l’azienda di trasporto pubblico locale di Olbia, non può effettuare i controlli sui green pass a bordo e questo è stato confermato dalle recenti disposizioni in tema di restrizioni e monitoraggio sull’utilizzo del certificato verde per viaggiare in autobus. L’impatto negativo è stato provocato in primo luogo dai lockdown, poi dalla chiusura delle scuole con la didattica a distanza. Infine da una generale diffidenza per i mezzi pubblici, spesso e probabilmente a torto considerati come luoghi a ad alto rischio di contagi.
I numeri. La perdita di passeggeri determinata dalla pandemia, quindi, per l’Aspo equivale a un vero e proprio tracollo. Sui passeggeri trasportati tra il 2019, prima dell’impatto del coronavirus e il 2020, è stata registrata una diminuzione del 47%: passando dal milione 514 mila del 2019 agli 805 mila dell’anno scorso. La situazione è leggermente migliorata quest’anno: i dati calcolati al 6 dicembre dicono che il calo del 2021 rispetto al 2019 è stato del 21%: si è passati dal milione 514 mila del 2019 al milione 200 mila del 2021.
Effetto pandemia. L’impatto del coronavirus ha rivoluzionato anche il trasporto pubblico su gomma a Olbia. Dal marzo 2020, davanti all’insorgere della pandemia, l’Aspo aveva messo in piedi una strategia di contenimento dei possibili contagi, riducendo drasticamente numero di linee e corse, pur non interrompendo un servizio di mobilità che in certe situazioni diventa essenziale. L’Aspo era passata dall’assicurare, in condizioni normali, 12 linee e 350 corse quotidiane, a una riduzione a sei linee per 56 corse al giorno, con un ridimensionamento dell’operativo che si aggirava intorno all’85%. Una diga contro gli spostamenti, eccetto quelli indispensabili. Ma anche un drastico calo di passeggeri per la ex municipalizzata. Il 2021, come visto, ha risentito ancora duramente dell’effetto pandemico. Dal 1 gennaio al 30 giugno i passeggeri trasportati, dopo l’introduzione del limite del 50% della capienza a bordo, sono stati 509 mila. Dal 1 luglio al 30 novembre, con l’aumento della capienza all’80%, sulla base delle disposizioni del Governo, i passeggeri saliti a bordo sono stati 673 mila. Un incremento nel secondo semestre che, tuttavia, si può imputare alla stagionalità estiva e al boom di turisti, soprattutto nel mese di agosto.
Salto indietro. Il trasporto pubblico locale, dunque, è uno dei settori che, nonostante abbia offerto un servizio continuativo durante la pandemia, ha più sofferto gli effetti recessivi del virus. «Stiamo recuperando rispetto ai numeri negativi e al tracollo del 2020 – sottolinea Massimo Putzu, presidente dell’Aspo –. Ma bsiamo ancora lontani dai livelli del 2019, cioè prima del Covid, e siamo ritornati al livello dei passeggeri trasportati nel 2016, annullando quindi il trend di crescita sviluppato dal 2016 al 2019».
I controlli. L’Aspo non ha titolo per controllare il green pass, svolgendo solo compiti di polizia amministrativa e controlli sui titoli di viaggio. Sono invece le forze di polizia che controlleranno i green pass sugli autobus. I controlli a bordo da parte di polizia locale o forze dell’ordine saranno effettuati "a campione", ma potranno riguardare anche tutti i passeggeri. I prefetti sui bus e treni hanno chiesto controlli al capolinea o alle fermate, preferibilmente alla discesa dei passeggeri su tutte le linee del servizio urbano.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
I numeri. La perdita di passeggeri determinata dalla pandemia, quindi, per l’Aspo equivale a un vero e proprio tracollo. Sui passeggeri trasportati tra il 2019, prima dell’impatto del coronavirus e il 2020, è stata registrata una diminuzione del 47%: passando dal milione 514 mila del 2019 agli 805 mila dell’anno scorso. La situazione è leggermente migliorata quest’anno: i dati calcolati al 6 dicembre dicono che il calo del 2021 rispetto al 2019 è stato del 21%: si è passati dal milione 514 mila del 2019 al milione 200 mila del 2021.
Effetto pandemia. L’impatto del coronavirus ha rivoluzionato anche il trasporto pubblico su gomma a Olbia. Dal marzo 2020, davanti all’insorgere della pandemia, l’Aspo aveva messo in piedi una strategia di contenimento dei possibili contagi, riducendo drasticamente numero di linee e corse, pur non interrompendo un servizio di mobilità che in certe situazioni diventa essenziale. L’Aspo era passata dall’assicurare, in condizioni normali, 12 linee e 350 corse quotidiane, a una riduzione a sei linee per 56 corse al giorno, con un ridimensionamento dell’operativo che si aggirava intorno all’85%. Una diga contro gli spostamenti, eccetto quelli indispensabili. Ma anche un drastico calo di passeggeri per la ex municipalizzata. Il 2021, come visto, ha risentito ancora duramente dell’effetto pandemico. Dal 1 gennaio al 30 giugno i passeggeri trasportati, dopo l’introduzione del limite del 50% della capienza a bordo, sono stati 509 mila. Dal 1 luglio al 30 novembre, con l’aumento della capienza all’80%, sulla base delle disposizioni del Governo, i passeggeri saliti a bordo sono stati 673 mila. Un incremento nel secondo semestre che, tuttavia, si può imputare alla stagionalità estiva e al boom di turisti, soprattutto nel mese di agosto.
Salto indietro. Il trasporto pubblico locale, dunque, è uno dei settori che, nonostante abbia offerto un servizio continuativo durante la pandemia, ha più sofferto gli effetti recessivi del virus. «Stiamo recuperando rispetto ai numeri negativi e al tracollo del 2020 – sottolinea Massimo Putzu, presidente dell’Aspo –. Ma bsiamo ancora lontani dai livelli del 2019, cioè prima del Covid, e siamo ritornati al livello dei passeggeri trasportati nel 2016, annullando quindi il trend di crescita sviluppato dal 2016 al 2019».
I controlli. L’Aspo non ha titolo per controllare il green pass, svolgendo solo compiti di polizia amministrativa e controlli sui titoli di viaggio. Sono invece le forze di polizia che controlleranno i green pass sugli autobus. I controlli a bordo da parte di polizia locale o forze dell’ordine saranno effettuati "a campione", ma potranno riguardare anche tutti i passeggeri. I prefetti sui bus e treni hanno chiesto controlli al capolinea o alle fermate, preferibilmente alla discesa dei passeggeri su tutte le linee del servizio urbano.
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