Iscrizioni boom ma niente aule
di Dario Budroni
Dirigenti in forte allarme in vista del prossimo anno: Provincia in ritardo, a rischio 15 milioni di euro
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OLBIA. L’onda d’urto delle nuove iscrizioni travolgerà le scuole superiori. Ormai è solo una questione di tempo. Sabrina Serra, assessora comunale alla pubblica istruzione, li ha appena messi in guardia: «A settembre vi ritroverete con molti più studenti». E così loro, dopo aver trasformato i laboratori in aule ed essere andati a caccia di nuovi spazi persino in zona industriale, hanno deciso di prendere posto in trincea. I sei presidi delle superiori dipingono insieme un quadro drammatico. L’unico istituto a navigare in acque tranquille è il Panedda. Tutti gli altri scoppiano di studenti. «Siamo preoccupati – dice Elisa Mantovani, preside del liceo Gramsci –. Da anni viviamo una situazione a dir poco precaria. Gli iscritti aumenteranno e noi, già da settembre, non sapremo più dove mettere i nuovi studenti». Insomma, la misura è colma. Le scuole superiori, che dipendono dalla Provincia, sono al collasso. Così i presidi fanno fronte comune e lanciano il loro grido d’allarme. Chiedono che vengano presto realizzate nuove scuole. Anche perché adesso c’è addirittura il rischio di perdere gli oltre 15 milioni stanziati dalla Regione per la costruzione di un nuovo campus scolastico.
Situazione esplosiva. I presidi, in vista delle iscrizioni di gennaio, si sono riuniti nell’aula magna del classico, da qualche tempo divisa in due: da una parte ci studiano dei ragazzi, dall’altra è stata ricavata la sala professori. «Abbiamo occupato anche tutti i laboratori – prosegue Elisa Mantovani –. È una situazione che va avanti da molti anni, almeno un decennio. La Provincia ha trovato quattro nuove aule qui vicino, ma è chiaramente una situazione provvisoria». Sulla stessa linea Salvatorica Scuderi, dirigente dell’istituto Deffenu. «Grazie al Comune abbiamo una piccola sede staccata, a Maria Rocca – dice –. L’agraria, inoltre, ci ha prestato dei locali. Fino a ora siamo riusciti a tamponare il problema, ma presto diventerà ingestibile». Anche Gigi Antolini, preside dello scientifico Mossa, è seriamente preoccupato. «Ora abbiamo una succursale in zona industriale e quindi stiamo soffrendo meno – spiega –. Ma so che già dal prossimo anno dovremo nuovamente affrontare un problema di spazi. È arrivato il momento di aprire un tavolo con tutti i portatori d’interesse». Il liceo artistico musicale De André ha due sedi: una in via Modena, ormai piena, e un’altra ricavata all’interno locali del Cipnes a Cala Saccaia. «La situazione non è certo delle più ottimali – dice il preside Francesco Scanu –. So che per via Modena c’è il progetto di un nuovo piano, spero che venga realizzato». Giuseppina Pino, dirigente del Panedda, resta per ora tranquilla: «Se però gli studenti aumenteranno, anche noi cominceremo ad avere dei problemi».
Occhio ai fondi. Stessa musica all’istituto Amsicora Ipia-Ipaa. «Le responsabilità sono diffuse – dice il preside, Gianluca Corda –. C’è una noncuranza che va avanti da trent’anni, considerato che l’ultima scuola a essere stata costruita è il Deffenu, nel 1990. Anche noi abbiamo problemi di spazi, per esempio abbiamo dovuto creare un’officina meccanica all’interno di un’aula». A preoccupare i presidi, poi, è il rischio di perdere importanti finanziamenti. «Ci siamo accorti che tante risorse stanziate dalle giunte regionali spesso non sono state acquisite dalla Provincia, probabilmente per mancanza di personale – prosegue Corda –. L’Ipia, così come il Mossa e il Gramsci, si trova in zona a rischio idrogeologico. Quindi non possiamo fare né ampliamenti né manutenzioni straordinarie. Lunedì scorso, inoltre, ho letto una nota inviata dalla Regione alla Provincia relativa al progetto di un nuovo campus per queste tre scuole. La Regione ha più volte chiesto alla Provincia di individuare un’area. Se entro dieci giorni non arriverà una risposta, la Regione toglierà il finanziamento. Stiamo parlando di oltre 15 milioni di euro».
Situazione esplosiva. I presidi, in vista delle iscrizioni di gennaio, si sono riuniti nell’aula magna del classico, da qualche tempo divisa in due: da una parte ci studiano dei ragazzi, dall’altra è stata ricavata la sala professori. «Abbiamo occupato anche tutti i laboratori – prosegue Elisa Mantovani –. È una situazione che va avanti da molti anni, almeno un decennio. La Provincia ha trovato quattro nuove aule qui vicino, ma è chiaramente una situazione provvisoria». Sulla stessa linea Salvatorica Scuderi, dirigente dell’istituto Deffenu. «Grazie al Comune abbiamo una piccola sede staccata, a Maria Rocca – dice –. L’agraria, inoltre, ci ha prestato dei locali. Fino a ora siamo riusciti a tamponare il problema, ma presto diventerà ingestibile». Anche Gigi Antolini, preside dello scientifico Mossa, è seriamente preoccupato. «Ora abbiamo una succursale in zona industriale e quindi stiamo soffrendo meno – spiega –. Ma so che già dal prossimo anno dovremo nuovamente affrontare un problema di spazi. È arrivato il momento di aprire un tavolo con tutti i portatori d’interesse». Il liceo artistico musicale De André ha due sedi: una in via Modena, ormai piena, e un’altra ricavata all’interno locali del Cipnes a Cala Saccaia. «La situazione non è certo delle più ottimali – dice il preside Francesco Scanu –. So che per via Modena c’è il progetto di un nuovo piano, spero che venga realizzato». Giuseppina Pino, dirigente del Panedda, resta per ora tranquilla: «Se però gli studenti aumenteranno, anche noi cominceremo ad avere dei problemi».
Occhio ai fondi. Stessa musica all’istituto Amsicora Ipia-Ipaa. «Le responsabilità sono diffuse – dice il preside, Gianluca Corda –. C’è una noncuranza che va avanti da trent’anni, considerato che l’ultima scuola a essere stata costruita è il Deffenu, nel 1990. Anche noi abbiamo problemi di spazi, per esempio abbiamo dovuto creare un’officina meccanica all’interno di un’aula». A preoccupare i presidi, poi, è il rischio di perdere importanti finanziamenti. «Ci siamo accorti che tante risorse stanziate dalle giunte regionali spesso non sono state acquisite dalla Provincia, probabilmente per mancanza di personale – prosegue Corda –. L’Ipia, così come il Mossa e il Gramsci, si trova in zona a rischio idrogeologico. Quindi non possiamo fare né ampliamenti né manutenzioni straordinarie. Lunedì scorso, inoltre, ho letto una nota inviata dalla Regione alla Provincia relativa al progetto di un nuovo campus per queste tre scuole. La Regione ha più volte chiesto alla Provincia di individuare un’area. Se entro dieci giorni non arriverà una risposta, la Regione toglierà il finanziamento. Stiamo parlando di oltre 15 milioni di euro».
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