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Olbia

Per l’Accademia della cucina è un Natale Felix

Per l’Accademia della cucina è un Natale Felix

La tradizionale conviviale di fine anno ospitata nel ristorante del nuovo hotel in viale Aldo Moro

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OLBIA. Per la tradizionale conviviale natalizia la delegazione gallurese dell’Accademia italiana della cucina quest’anno ha scelto e testato il ristorante dell’Olbia Felix Hotel, gioiello dell’omonimo gruppo Felix Hotels (i sardissimi Paolo Manca e Agostino Cicalò) che ha aperto i battenti l’estate appena trascorsa dalle ceneri dello storico Royal in viale Aldo Moro. Molta curiosità e anche alte aspettative per una struttura (quattro stelle superior) che sin dall’apertura ha fatto tanto parlare di sè e che ora si propone come competitor agguerrito nel segmento degli alberghi di città.

Naturalmente la ristorazione d’hotel ha regole e peculiarità tutte sue e non è sempre facile conciliare le esigenze della clientela turistica e business con quelle della salvaguardia e valorizzazione della gastronomia tradizionale del territorio, come invece richiede l’Accademia della cucina. In ogni caso, l’alto voto (8) guadagnato da “casa Felix” alla fine ha messo d’accordo tutti gli accademici guidati dal delegato MassimoPutzue.

Elegante la location, soprattutto il roof top, ristorante sulla terrazza panoramica con piscina e vista mozzafiato sulla città. Qui sono stati serviti gli aperitivi a base di bollicine e “finger Felix”: mini porzioni con salmone marinato con agrumi, alici marinate con cipolla candita, spada con crema di avocado, caviale di melanzana, quiche al salmone o alla cipolla rossa, Prosciutto di Oliena tagliato con la mitica affettatrice Berkel rossa fiammante, formaggi sardi, ricotta mustia, guanciale e salsa alle mele. Tutto accompagnato da un Birbante brut delle Tenute Asinara e da un Baloi rosè dell’azienda agricola Fratelli Puddu di Oliena. Fin troppo facile immaginare la bellezza e la suggestione di una cena d’estate o di una colazione consumata sulla terrazza, peraltro aperta anche alla clientela non ospite dell’hotel.

La cena, invece, è stata servita nel ristorante al piano terra. La proposta è stata un mix di terra e mare in ciascun piatto, secondo un menù messo a punto dalla brigata di cucina. Così ai tavoli sono sfilati un antipasto articolato con seppia bruciata, lime e crema di fagioli cannellini, tataki di tonno con aspetto peperone, cannocchia al vapore, “bagncauda” e polvere di cappero. Come primo piatto è stata servita una calamarata del premiato pastificio “Rustichella d’Abruzzo” cucinata con gamberi, guanciale e funghi. Come secondo piatto la cucina ha preparato un trancio di spigola con un fondo di purea di patate e verdure al profumo di limone. Infine il dessert: una grande e scenografica torta dell’Accademia del gusto, già divisa in mono porzioni. A tavola sono stati serviti due vini della cantina Poderi Parpinello di Alghero: un bianco semidano “Josè” e un sorprendente rosso Igt Carbia che ha riscosso un notevole successo tra gli accademici.(m.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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