I primi cinquant’anni dell’Avis cittadina domenica c’è la festa
La sezione celebra mezzo secolo di donazioni e volontariato Gli iscritti ora sono oltre 5mila. «Ma c’è carenza di sangue»
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OLBIA. Le candeline da spegnere ora sono davvero parecchie. L’Avis cittadina si prepara a festeggiare i suoi primi cinquant’anni di storia. Mezzo secolo fatto di puro volontariato e migliaia di fedeli donatori. Fondata in città nel 1971 in ambito ospedaliero, la sezione olbiese dell’Avis è oggi l’associazione che conta il maggior numero di iscritti, ormai oltre 5mila. Domenica mattina, in occasione del cinquantenario, sarà dunque celebrata una messa alla presenza dei volontari, delle autorità e dei rappresentanti delle altre sezioni sarde. Come sempre, sarà anche lanciato l’ennesimo appello rivolto alla cittadinanza. Nonostante i numerosi donatori, l’emergenza infatti continua. «Purtroppo c’è sempre grande carenza di sangue e ogni nostra iniziativa ha come principale obiettivo quello di sensibilizzare alla donazione» spiega Gavino Murrighile, attuale presidente dell’Avis di Olbia.
La storia. Attiva a livello nazionale fin dagli anni Venti, a Olbia l’Avis fu fondata nel 1971. E questo grazie all’interesse di un gruppo di persone – tra cui diversi medici – mosso dalla necessità di promuovere la donazione del sangue. A presiedere per primo la sezione olbiese fu il chirurgo Romeo Papandrea, primario di chirurgia all’ospedale San Giovanni di Dio e al quale, più di venti anni fa, è stata anche dedicata una via in pieno centro storico. Nel tempo, l’associazione è cresciuta e ha moltiplicato il numero dei suoi iscritti: ora sono diventati più di 5mila, mentre i donatori attivi sono circa 2.500. Nelle prossime settimane l’Avis inaugurerà inoltre la sua nuova sede, in via Perù. Uno spazio che sarà condiviso con il comitato olbiese della Croce Rossa.
I cinquant’anni. La messa in occasione del cinquantenario sarà celebrata domenica 19 dicembre alle 10.30 in un padiglione che si trova nei pressi dell’hub vaccinale, recentemente messo a disposizione della parrocchia di Sant’Ignazio. Parteciperanno il direttivo, i numerosi volontari, le altre sezioni dell’isola e i rappresentanti dell’amministrazione comunale. Durante la messa, inoltre, si esibirà il coro Sos Astores di Golfo Aranci. «Considerata l’importanza della ricorrenza, ci sarebbe piaciuto organizzare una festa ancora più grande – spiega il presidente Gavino Murrighile –. Ma siamo in epoca Covid e la situazione ci impone sobrietà e attenzione».
La donazione. L’Avis Olbia è particolarmente attiva. Sempre con l’obiettivo di incentivare le donazioni, l’associazione organizza infatti numerose iniziative con la collaborazione delle scuole cittadine, delle aziende, delle forze dell’ordine, delle società sportive e di altre associazioni locali. Tutti coloro che doneranno il proprio sangue nel periodo delle festività natalizie riceveranno, come da tradizione, un panettone e altri gadget dell’Avis. (d.b.)
La storia. Attiva a livello nazionale fin dagli anni Venti, a Olbia l’Avis fu fondata nel 1971. E questo grazie all’interesse di un gruppo di persone – tra cui diversi medici – mosso dalla necessità di promuovere la donazione del sangue. A presiedere per primo la sezione olbiese fu il chirurgo Romeo Papandrea, primario di chirurgia all’ospedale San Giovanni di Dio e al quale, più di venti anni fa, è stata anche dedicata una via in pieno centro storico. Nel tempo, l’associazione è cresciuta e ha moltiplicato il numero dei suoi iscritti: ora sono diventati più di 5mila, mentre i donatori attivi sono circa 2.500. Nelle prossime settimane l’Avis inaugurerà inoltre la sua nuova sede, in via Perù. Uno spazio che sarà condiviso con il comitato olbiese della Croce Rossa.
I cinquant’anni. La messa in occasione del cinquantenario sarà celebrata domenica 19 dicembre alle 10.30 in un padiglione che si trova nei pressi dell’hub vaccinale, recentemente messo a disposizione della parrocchia di Sant’Ignazio. Parteciperanno il direttivo, i numerosi volontari, le altre sezioni dell’isola e i rappresentanti dell’amministrazione comunale. Durante la messa, inoltre, si esibirà il coro Sos Astores di Golfo Aranci. «Considerata l’importanza della ricorrenza, ci sarebbe piaciuto organizzare una festa ancora più grande – spiega il presidente Gavino Murrighile –. Ma siamo in epoca Covid e la situazione ci impone sobrietà e attenzione».
La donazione. L’Avis Olbia è particolarmente attiva. Sempre con l’obiettivo di incentivare le donazioni, l’associazione organizza infatti numerose iniziative con la collaborazione delle scuole cittadine, delle aziende, delle forze dell’ordine, delle società sportive e di altre associazioni locali. Tutti coloro che doneranno il proprio sangue nel periodo delle festività natalizie riceveranno, come da tradizione, un panettone e altri gadget dell’Avis. (d.b.)
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