In stazione arriva il primo treno
di Dario Budroni
La struttura diventerà il cuore pulsante della nuova mobilità. Presto la riqualificazione del quartiere
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OLBIA. Il futuro inizia con un fischio potente e prolungato. È quello del treno di mezzogiorno. Le porte si aprono e i passeggeri vengono accolti da un applauso che rimbomba sotto le massicce pensiline. La nuova stazione della città, bianca e con le tettoie rosse, ha preso vita così, con l’arrivo puntuale di un treno sul binario tre. Dopo anni di visioni, progetti e lavori, la struttura che ricorda la prua di una nave è stata inaugurata nel bel mezzo di una vasta aria degradata ma che ha cominciato a voltare pagina. La festa è grande. Erano anni che Olbia attendeva la costruzione di una stazione ferroviaria all’avanguardia e finalmente adeguata alle sue dimensioni. Si tratta comunque di un primo passo. La nuova stazione, che si chiama Olbia Terranova, diventerà in un futuro non lontano il cuore pulsante del nodo trasportistico della città. La prossima tappa sarà la realizzazione del collegamento ferroviario con l’aeroporto.
La struttura. Ci sono un po’ tutti. Sindaco, governatore, assessori regionali e comunali, vertici di Rfi. La stazione Olbia Terranova, che sorge alle spalle di via Vittorio Veneto, conta una sala d’attesa, una biglietteria e altri spazi che, in futuro, saranno trasformati in un bar e in una edicola. Nell’area esterna ci sono i parcheggi, sia per le auto che per i pullman. Per la sua realizzazione sono stati utilizzati 150 chilometri di cavi elettrici e più di 3mila metri cubi di calcestruzzo, per un investimento totale di 22 milioni di euro. Una opera attesa fin dagli anni Ottanta e che, nel tempo, ha però cambiato filosofia. Prima si pensava all’arretramento della stazione per evitare il continuo lavoro del passaggio a livello, poi è stata invece immaginata una struttura in grado di diventare il centro nevralgico dei collegamenti sempre più sostenibili. «La forma della stazione è unica in Italia – dice Vera Fiorani, amministratrice delegata e direttrice generale di Rfi –. È il simbolismo massimo dell’intermodalità: una nave che accoglie il treno. Prima si parlava di arretramento, in un contesto in cui la stazione disturbava. Oggi, invece, diventa una opportunità di sviluppo urbano. Questo cambio concettuale comporta anche il fatto che la vecchia stazione, che doveva essere dismessa, continui a operare. Sia dentro che attorno alla Olbia Terranova svilupperemo tutti i servizi di intermodalità che consentiranno alle persone di arrivare qui con qualunque mezzo, dall’auto alla bicicletta. La stazione diventerà un punto di scambio, un luogo da vivere».
Il Comune. Il sindaco Settimo Nizzi è soddisfatto. «Questa è la prima struttura di un grande progetto di riqualificazione che riguarda l’intero quartiere – dice –. Abbiamo partecipato a un bando nazionale e abbiamo a disposizione 18 milioni per riqualificare i quartieri di San Simplicio e di Orgosoleddu. La stazione, da sempre indicata come luogo di difficili frequentazioni, grazie agli accordi con Rfi sarà un posto gestito in maniera moderna. La manutenzione sarà affidata al Comune e qui creeremo il centro intermodale naturale tra mezzi gommati e rete ferroviaria, in connessione con il trasporto pubblico cittadino».
La Regione. Anche il governatore Christian Solinas pensa al futuro e si rivolge ai vertici di Rfi. «Propongo una sfida – afferma –. Una terra come la Sardegna ha bisogno di un sistema efficiente di collegamenti. Serve una continuità territoriale anche del quotidiano. I tempi di percorrenza sono ancora troppo distanti, non abbiamo né l’elettrificazione né il doppio binario sull’intera linea. Metto a disposizione una leale collaborazione da parte nostra per cambiare il modo di vivere nell’isola». Per la Regione sono intervenuti anche gli assessori al Bilancio, Giuseppe Fasolino, e ai Trasporti, Giorgio Todde.
La struttura. Ci sono un po’ tutti. Sindaco, governatore, assessori regionali e comunali, vertici di Rfi. La stazione Olbia Terranova, che sorge alle spalle di via Vittorio Veneto, conta una sala d’attesa, una biglietteria e altri spazi che, in futuro, saranno trasformati in un bar e in una edicola. Nell’area esterna ci sono i parcheggi, sia per le auto che per i pullman. Per la sua realizzazione sono stati utilizzati 150 chilometri di cavi elettrici e più di 3mila metri cubi di calcestruzzo, per un investimento totale di 22 milioni di euro. Una opera attesa fin dagli anni Ottanta e che, nel tempo, ha però cambiato filosofia. Prima si pensava all’arretramento della stazione per evitare il continuo lavoro del passaggio a livello, poi è stata invece immaginata una struttura in grado di diventare il centro nevralgico dei collegamenti sempre più sostenibili. «La forma della stazione è unica in Italia – dice Vera Fiorani, amministratrice delegata e direttrice generale di Rfi –. È il simbolismo massimo dell’intermodalità: una nave che accoglie il treno. Prima si parlava di arretramento, in un contesto in cui la stazione disturbava. Oggi, invece, diventa una opportunità di sviluppo urbano. Questo cambio concettuale comporta anche il fatto che la vecchia stazione, che doveva essere dismessa, continui a operare. Sia dentro che attorno alla Olbia Terranova svilupperemo tutti i servizi di intermodalità che consentiranno alle persone di arrivare qui con qualunque mezzo, dall’auto alla bicicletta. La stazione diventerà un punto di scambio, un luogo da vivere».
Il Comune. Il sindaco Settimo Nizzi è soddisfatto. «Questa è la prima struttura di un grande progetto di riqualificazione che riguarda l’intero quartiere – dice –. Abbiamo partecipato a un bando nazionale e abbiamo a disposizione 18 milioni per riqualificare i quartieri di San Simplicio e di Orgosoleddu. La stazione, da sempre indicata come luogo di difficili frequentazioni, grazie agli accordi con Rfi sarà un posto gestito in maniera moderna. La manutenzione sarà affidata al Comune e qui creeremo il centro intermodale naturale tra mezzi gommati e rete ferroviaria, in connessione con il trasporto pubblico cittadino».
La Regione. Anche il governatore Christian Solinas pensa al futuro e si rivolge ai vertici di Rfi. «Propongo una sfida – afferma –. Una terra come la Sardegna ha bisogno di un sistema efficiente di collegamenti. Serve una continuità territoriale anche del quotidiano. I tempi di percorrenza sono ancora troppo distanti, non abbiamo né l’elettrificazione né il doppio binario sull’intera linea. Metto a disposizione una leale collaborazione da parte nostra per cambiare il modo di vivere nell’isola». Per la Regione sono intervenuti anche gli assessori al Bilancio, Giuseppe Fasolino, e ai Trasporti, Giorgio Todde.
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