La Nuova Sardegna

Olbia

Via Re di Persia, scontro Anpi–Comune

di Dario Budroni

L’intitolazione della strada a Reza Pahlavi continua ad alimentare la polemica. Attacchi anche dalla minoranza in Consiglio

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OLBIA. La via dedicata allo scià ha innescato la polemica e ha rispolverato una storia lontana nel tempo e nello spazio. In città se ne parla da giorni e qualche battuta è volata anche in consiglio comunale. Dopo le critiche piovute su Facebook, adesso è l’Associazione nazionale dei partigiani a bocciare la decisione del Comune di intitolare la strada che porta alla nuova stazione a Mohammad Reza Pahlavi, l’ultimo scià di Persia, ricordato per il suo regime autocratico e poi rovesciato nel 1979 dalla rivoluzione khomeinista che diede vita all’attuale Repubblica islamica dell’Iran. Il sindaco Settimo Nizzi, in ogni caso, difende la scelta e non intende smontare la cartellonistica da poco installata. Via Re di Persia, insomma, resterà al suo posto.

Il sindaco. «È stata una scelta ben precisa – dice Settimo Nizzi –. Non mi interessa prendere parte alla polemica, ma dico che siamo convinti di aver preso la giusta decisione». E subito si entra nei meandri della storia. «Basta paragonare la situazione attuale con quella del passato, quando c’era il re di Persia – continua il primo cittadino –. Oggi le libertà democratiche sono del tutto negate. Un tempo, invece, non era così».

L’Anpi. L’Anpi, l’associazione dei partigiani, non ci sta. «Stiamo assistendo a una involuzione storica e culturale – attacca il presidente dell’Anpi gallurese, Domenico Piccinnu –. Ancora una volta, dopo la via intitolata a Escrivà del Balaguer, il fondatore dell’Opus Dei, è stata dedicata una strada a un personaggio a dir poco discutibile. Basti pensare a come operava la Savak, il servizio segreto che torturava e uccideva gli oppositori del suo regime. Certo, oggi non si sta meglio. Infatti a me non va bene né il regime dello scià né quello attuale. Quella via poteva essere dedicata a qualche personaggio locale che ha combattuto contro il nazifascismo e per la nascita della Repubblica». Sulla stessa linea Franco Sionis, assessore comunale 40 anni fa, iscritto all’Anpi: «È una scelta molto discutibile che va al di là di ogni logica. La toponomastica è una materia che si basa su criteri che dovrebbero essere seri».

Via della Resistenza. Già mesi fa l’Anpi aveva attaccato il Comune quando, nel nuovo lungomare, era stata cancellata via della Resistenza, inglobata dalla più vecchia via Redipuglia. «Per altri dieci anni quel tratto resterà via Redipuglia ex via della Resistenza – dice il sindaco Nizzi –. In ogni caso non c’è da preoccuparsi, alla Resistenza troveremo un posto adatto. Perché io i valori della Resistenza li porto nel cuore ed è anche per questo che è stato deciso di dedicare quella via al Re di Persia. È un segnale contro le oppressioni».

In Consiglio. Della discussa via appena dedicata allo scià se n’è parlato alcuni giorni fa anche in consiglio comunale. È stata Ivana Russu, di Olbia democratica, a sollevare la questione: «Non c’è sensibilità politica o democratica. Questa è una città in cui ci sono delle strade intitolate a Escrivà e allo scià di Persia».

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