La Nuova Sardegna

Olbia

«Abbiamo paura per i nostri bambini»

di Giuseppe Pulina
«Abbiamo paura per i nostri bambini»

L’allarme di una madre di Tempio per la mancanza del reparto di Pediatria. «Samuel, due anni, aveva la febbre a 40»

3 MINUTI DI LETTURA





TEMPIO. È lo sfogo di una madre che ha visto il figlio di due anni rischiare la vita per l’impossibilità di raggiungere con la necessaria celerità un punto ospedaliero con un reparto di pediatria funzionante. Il bambino si chiama Samuel e lei, che ha temuto seriamente di perderlo, di nome fa Sonia. Ha quattro figli, un quinto in arrivo, e Samuel è il più piccolo e, a quanto pare, anche quello che ha al momento maggiore necessità di attenzioni.

«Abbiamo temuto il peggio – afferma – e tutto a causa della mancanza della Pediatria». Reparto che non meno di altri ha risentito della crisi e del progressivo depotenziamento che sta investendo il “Paolo Dettori” di Tempio. «Mio figlio Samuel aveva la febbre da alcuni giorni ed era sotto terapia di Nurofen. Il 17 dicembre – racconta la madre – è rimasto praticamente addormentato dalle 10 del mattino alle 23.30 di notte senza mangiare, bere, né svegliarsi. Lo scorso mese di marzo, sempre di quest’anno, a causa della febbre, ha avuto un blackout cerebrale e anche quella volta abbiamo chiamato il 118 che, anziché arrivare, ha mandato la Protezione civile dopo mezz’ora».

L’intervento, per fortuna, non è stato necessario, perché il padre è riuscito a rianimare il bambino. «Ci avevano chiesto se volevamo andare con la nostra macchina a Olbia perché qua non potevano vederlo, essendo ormai erano le 20. Quella volta ci è andata bene». È stato fortunatamente così anche pochi giorni fa, anche se la situazione e, soprattutto, le condizioni del piccolo Samuel sembravano molto critiche. «Venerdì scorso, ho telefonato alle 14 in ospedale per chiedere se poteva essere visto con urgenza. Samuel non reagiva a nessun stimolo e ho avuto paura. Mi è stato risposto di portarlo l’indomani mattina, alle 8.30, al pronto soccorso. Per fortuna il suo pediatra mi ha risposto tutto il giorno, e così abbiamo anticipato la somministrazione di Nurofen di qualche ora. Il bambino, però, continuava a non reagire e alle 21 la febbre, che prima era di 38,5, era salita a 40. Era viola in tutto il corpo, stava per avere un’altra crisi, come la volta precedente. Il pediatra suggerisce di dargli l’antibiotico, ma, a quell’ora, le farmacie erano chiuse». Inizia così la disperata ricerca della farmacia aperta di turno. Finalmente individuata, provano a contattarla telefonicamente, ma nessuno risponde. Intanto, il tempo passa e le condizioni di Samuel non promettono bene. Dopo non pochi tentativi, dalla farmacia qualcuno risponde. Non ha il farmaco richiesto, e così, dietro suggerimento del pediatra, vengono contattati anche i carabinieri che vanno alla ricerca di una farmacia aperta e provvista dell’antibiotico. «Il loro operato, al solito encomiabile, garantisce che sarebbero disposti anche a portarmi il farmaco a casa. Io, resto in attesa a casa. Ho un altro figlio di 4 anni e non potevo spostarmi perché la macchina con i seggiolini l’aveva mio marito che era a Sassari». È qui che, alla fine, l’antibiotico viene trovato. Samuel lo assume e inizia a reagire. È fuori pericolo. Non così, però, l'ospedale di Tempio, sempre più in difficoltà nell'affrontare le emergenze del territorio.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative