Disco rosso al Tar per gli ambulanti del mercato dei vip

Chiedevano il rinnovo delle concessioni a San Pantaleo Il Comune procederà con un bando per le assegnazioni

OLBIA. Si conclude con una sconfitta al Tar la protesta degli ambulanti del mercato di San Pantaleo. Il tribunale amministrativo, infatti, ha rigettato definitivamente il ricorso presentato da 16 commercianti contro l’ordinanza del Comune che nel dicembre 2020 del Comune aveva negato il rinnovo automatico delle concessioni per dodici anni, a differenza di quanto stabilito dalla normativa nazionale e regionale. Al suo posto, una proroga tecnica di un anno – fino al 31 dicembre 2021 – con successivo bando pubblico per l’assegnazione dei posti.

Sin dal primo momento la protesta degli ambulanti si era posta in modo del tutto analogo a quella dei concessionari balneari e anche in questo caso il Comune ha avuto ragione a far valere e applicare la la direttiva Bolkestein dell’Unione europea nonostante il Governo e la Regione avessero ufficializzato il rinnovo d’ufficio delle concessioni. Chiara la sentenza del Tar che ha fatto riferimento “al consolidato orientamento, autorevolmente confermato dall’adunanza plenaria del Consiglio di Stato, con le recenti pronunce del 9 novembre 2021, secondo cui, per prima, la pubblica amministrazione ha il potere/dovere di disapplicare la normativa nazionale in contrasto con norme comunitarie”.

La protesta dei commercianti ambulanti di San Pantaleo la scorsa primavera era anche sfociata in una manifestazione in piazza. Davanti al palazzo comunale gli ambulanti titolari della concessione per altrettanti stalli a San Pantaleo, che ogni giovedì ospita il caratteristico mercatino diventato una meta turistica immancabile nell’agenda delle vacanze in Gallura. Gli stessi ambulanti (o meglio, 16 di loro) avevano optato per la soluzione giudiziaria portando il caso all’attenzione dei giudici del Tar. Il ricorso chiedeva espressamente l’annullamento del provvedimento del Comune “perché illegittimo per violazione di legge». I ricorrenti chiedevano infatti l’applicazione della legge nazionale invece della direttiva europea e il rinnovo automatico della concessione. Il Tar, invece, ha dato ragione al Comune e adesso comincia un’altra partita con un bando pubblico per l’assegnazione degli spazi.(m.b.)

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