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Olbia

il caso della doppia stazione 

Demuru: «La città corre il rischio di tenersi il passaggio a livello»

Demuru: «La città corre il rischio di tenersi il passaggio a livello»

OLBIA. Mantenendo la vecchia stazione ferroviaria, lasciando la nuova stazione priva di parcheggi, forse per non compromettere i piani di sviluppo immobiliare di Rfi (Rete ferroviaria italiana), la...

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OLBIA. Mantenendo la vecchia stazione ferroviaria, lasciando la nuova stazione priva di parcheggi, forse per non compromettere i piani di sviluppo immobiliare di Rfi (Rete ferroviaria italiana), la città rischia di non liberarsi mai più dalla schiavitù dei passaggi a livello. Lo dice Andrea Demuru, da sempre impegnato con lo Studio d’Equipe nel dibattito sul futuro della ferrovia in città. Lo fa con una lunga riflessione a poche settimane dall’inaugurazione della stazione gioiello di via Vittorio Veneto, che a dispetto delle attese non prevede per ora la dismissione della stazione storica distante poche decine di metri. Con in mezzo uno dei due passaggi a livello che da sempre condizionano pesantemente la viabilità cittadina.

Demuru parte dalla delibera del 2008 del consiglio comunale di Olbia, legata a G8 mai fatto alla Maddalena, che nel suo titolo prevede “Dismissione collegamento ferroviario Olbia-Golfo Aranci, Arretramento stazione di Olbia e Riqualificazione aree ferroviarie”. «È la delibera – ricorda il professionista – con la quale l’allora sindaco Giovannelli poté andare in conferenza dei servizi a Roma per decidere al riguardo. È la delibera con la quale si prevedevano 270.000 metri cubi edificabili, con qualche fabbricato destinato a residenze e uffici, alto fino a 30 metri. La soluzione prospettata, non condivisa da Murrighile (presidente della Provincia) e Memmoli (sindaco di Golfo Aranci), venne rigettata, anche per motivi militari. Si pensò allora di trovare una soluzione che lasciasse impregiudicato il collegamento con Golfo Aranci. Sembra passato un secolo ma son trascorsi appena tredici anni e le soluzioni di cui si parla son ben altro. Rfi a suo tempo, infatti, appariva molto interessata soltanto a possibili interventi edificatori (avevano già inserito a bilancio il valore di quelle aree fabbricabili per 18,153 milioni di euro); ora sembrerebbe voler mantenere in vita le due stazioni. La nuova per il collegamento con l’ aeroporto e l’ospedale San Giovanni Paolo II, la vecchia per servire l’isola Bianca, Rudalza-Porto Rotondo, Marinella, Cala Sabina, Golfo Aranci e Cala Moresca».

Secondo Demuru, il mantenimento della vecchia stazione sarebbe «un’inversione di tendenza, probabilmente “stuzzicata” dalla proposta di metropolitana di superficie, in luogo del treno, fatta da esterni a Rfi. Non basta, a sentire l’amministratore delegato di Rfi Vera Fiorani, a contorno delle stazioni, non debbono, ove possibile, mancare centri commerciali, alberghi, sale convegni, strutture di svago, centri benessere e di relax. È per questo che hanno tenuto fuori circa un ettaro di aree ferroviarie, a contatto con via Vittorio Veneto e si apprestano a fare altrettanto nelle aree della vecchia stazione? Escludendo quelle aree, ad esempio, si è rinunciato a far nascere la nuova stazione con aree a verde e parcheggi sufficienti, questi ultimi in numero di 30 contro i 470 della stazione vecchia».

Secondo Demuru, la città non deve correre il rischio che le aree dismesse siano destinate «a operazioni immobiliari, anziché all’intermodalità fra treno, pullman, bus, taxi, auto moto e bici. Olbia, che aveva riposto tante speranze in quelle aree per ricongiungere fra loro le due parti di città in cui è ancora divisa, rischia non solo di mantenersi “le sbarre” dei passaggi a livello, ma addirittura di peggiorare la situazione al Porto Romano, anche in dipendenza del servizio per l’Isola Bianca». «La domanda che ci si pone ora – conclude Demuru – è perché non si preveda l’uso del metro-tram, capace di servire le località sopra menzionate senza muri di recinzione e passaggi a livello (solo pochi secondi di semaforo rosso al loro passaggio), facendo diventare la nuova e la vecchia stazione ideali fermate metropolitane, pronte a utilizzare i propri fabbricati di servizio a favore della comunità. Tutto questo, lasciando alle stazioni di Amoras/Molinetto (circonvallazione esterna) e Sa Rughittula (a nord di Tilibas), la funzione di indirizzo ai treni, e di interscambio fra metro e treno. Modalità, quest’ultima, indispensabile per soddisfare le esigenze dei porti di Cocciani e Golfo Aranci. I vantaggi non sarebbero solo per Rfi, ma per l’intero territorio». (a.se.)

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