La Nuova Sardegna

Olbia

Abbattimento dei cinghiali animalisti contro il Parco

di Claudio Inconis
Abbattimento dei cinghiali animalisti contro il Parco

A La Maddalena polemica social sull’uccisione degli animali in 22 aree di tiro L’Ente replica: «Sterilizzazione? Non risolverebbe il problema della sicurezza»

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LA MADDALENA. Eradicazione della discordia. Ha destato non pochi malumori la decisione presa dall’Ente parco, di concerto col Comune, di procedere all’eradicazione dei cinghiali sull’isola. O meglio, a sconcertare è la modalità scelta per ridurre il numero di esemplari, ovvero l’uccisione: «Possibile che l'unica soluzione ai problemi degli umani sia l'uccisione di altri esseri viventi? Perché non pensate ad un modo non violento per tenere sotto controllo la situazione?» scrivono gli animalisti, che hanno commentato a più riprese anche sui profili social dei due enti. L’eradicazione del cinghiale ibrido a La Maddalena è iniziata lo scorso 20 dicembre con l’individuazione di 22 aree di tiro sparse in tutta l’isola e l’avviso ai cittadini di prestare attenzione ai giorni di attività dell’eradicazione: lunedì, mercoledì e venerdì dalle 15 alle 21. Abbastanza per gli animalisti, che non esitano a definire “barbarie” e “condanne a morte” gli annunci, chiedendo soluzioni alternative quali, ad esempio, lo spostamento degli animali: «I cinghiali si possono sedare e trasportare in luoghi dove possano stare in pace oppure si possono sterilizzare», propongono. Ma sui social sono tante anche le voci che si levano a favore dell’iniziativa, ricordando la pericolosità dei cinghiali e la sempre maggior vicinanza con l’ambiente urbano. La replica definitiva arriva direttamente dall’ente parco. Che spiega l’impossibilità ad agire diversamente: «Non è possibile spostarli, visto che essendo animali ibridi significherebbe compromettere la specie di cinghiale autoctona, causando ulteriori danni all'ambiente, e tanto meno sterilizzarli darebbe risultati significativi», scrivono i rappresentanti.

«Una decisione non semplice», spiegano, ma resa inevitabile dall’emergenza.

«La situazione richiede una soluzione efficace e rapida, in linea con le indicazioni ministeriali, nonché un senso di responsabilità nei confronti della comunità locale da troppo tempo esposta a disagi e pericoli per l’incolumità». In merito alla sterilizzazione, il Parco precisa: «Anche garantendo il mantenimento dell’80 % di femmine sterilizzate non si osserverebbero riduzioni nemmeno proseguendo l’azione per oltre 10 anni. Oltre al fatto che la somministrazione per via orale non esiste, pertanto l’unico metodo praticabile sarebbe la cattura e l’iniezione del vaccino per via intramuscolare ad ogni individuo, obiettivo impossibile da raggiungere su numeri ampi. Inoltre un cinghiale sterilizzato è in grado di provocare danni e incidenti quanto uno non sterilizzato, lasciando invariato il problema della sicurezza». Insomma per quanto possa non piacere, l’eradicazione è un male necessario.

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