La Nuova Sardegna

Olbia

«I positivi al Covid siano responsabili»

«I positivi al Covid siano responsabili»

L’appello di una giovane mamma colpita dal virus: «Io, soggetto fragile e con terza dose, sto bene. Ma mi sono isolata»

2 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. È rimasta in coda per ore. E come lei in centinaia. Ha atteso con pazienza col suo bimbo di 4 anni in macchina che l’équipe della Assl potesse far loro il tampone. Francesca, nome di fantasia, è una giovane mamma e anche un “soggetto fragile”. Dopo 25 giorni, è ancora positiva al Covid e come lei il suo piccolino. «Ho già fatto la terza dose del vaccino - dice - ed è per questo che sto bene. Se non mi fossi vaccinata, probabilmente oggi sarei stata ricoverata in ospedale». Durate quelle ore trascorse in coda, Francesca si è guardata attorno e si è resa conto di quanto sia alto il numero dei positivi pure in città. L’ultimo dato ufficiale, reso noto dal sindaco Nizzi durante la conferenza di fine anno in base e sempre in base alle informazioni ricevute dall’Ats, parla di 183 contagi. Ma sono di certo molti, molti di più. «La parola d'ordine per tutti noi deve essere ora "responsabilità civile": dobbiamo comportarci come ci si aspetterebbe che si comportassero gli altri. Per il bene di tutti. Nonostante l'impegno e l'abnegazione degli operatori sanitari delle Assl - dice Francesca -, è in questo momento impossibile tracciare e individuare tutti i contatti di un positivo e isolarli preventivamente, prima che sia troppo tardi e prima che contagino inconsapevolmente i loro cari. È così che il virus dilaga. Da palla di neve che investe tutto ciò che incontra, diventa una valanga che lascia dietro di sé morti e distruzione. Per evitare un dramma è necessario un forte senso di appartenenza alla propria comunità. Quindi: qualora si avessero i sintomi bisogna autoisolarsi, ancor prima di venire contattati dalla propria Assl. Io l’ho fatto. Invece molti ignorano i sintomi, non ne parlano con nessuno per evitare la quarantena, mettono però a rischio le persone che ci circondano. Per questo motivo, da isolata da quasi un mese, dopo aver fatto una quarantena volontaria con un bambino piccolo e un isolamento domiciliare ormai giunto al termine, lancio un appello a tutti: se è vero che per i vaccinati con la terza dose la norma ora prevede la fine delle quarantene - dice ancora Francesca -, responsabilmente quando si sa di essere entrati in contatto con un positivo, là dove possibile, mettiamoci in isolamento. Io l’ho fatto. E se proprio non è possibile restare in quarantena, rispettiamo il distanziamento sociale utilizzando sempre le mascherine Ffp2. Un ultimo appello, da soggetto fragile, vorrei rivolgerlo ai tanti no vax: vaccinatevi per amore vostro e amore degli altri. È l'unica arma che abbiamo per tutelarci dal virus e finalmente sconfiggerlo. Fidiamoci degli scienziati che lo hanno realizzato e degli operatori che lo somministrano». (s.p.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative