La Nuova Sardegna

Olbia

IL COLEOTTERO KILLER 

Satta: «Bollitura del sughero? Inutile I boschi vanno curati e disinfestati»

di Pietro Zannoni
Satta: «Bollitura del sughero? Inutile I boschi vanno curati e disinfestati»

CALANGIANUS. «Se si vuole veramente rilanciare l’industria del sughero in Sardegna occorre iniziare dalla manutenzione e pulizia dei boschi, per poi passare ad una programmazione globale per il...

2 MINUTI DI LETTURA





CALANGIANUS. «Se si vuole veramente rilanciare l’industria del sughero in Sardegna occorre iniziare dalla manutenzione e pulizia dei boschi, per poi passare ad una programmazione globale per il rilancio. Sono e siamo disponibili a un confronto costruttivo ma non a subire un tentativo goffo di inquinare il libero mercato con la scusa di combattere un evento dannoso, fra l’altro, a posteriori, quando il danno è già fatto».Giovanni Satta consigliere regionale Psd’Az è critico sul fatto che nell’ultima finanziaria alla Camera sia passato un emendamento con cui si obbligano le regioni italiane a non movimentare il sughero appena estratto dalla pianta e di farlo solo dopo la bollitura. Boccia l’iniziativa del senatore Fenu e del deputato Manca, entrambi del M5S, per combattere il “coraebus undatus”. Sembra dunque che sulla realtà sugheriera ci sia una forte divergenza di vedute. «La norma approvata - spiega Satta - impone ai produttori sardi di non poter vendere il sughero fuori dalla Sardegna senza prima averlo semilavorato, attraverso il trattamento termico di bollitura». Riguardo al conclamato coinvolgimento della Università di Sassari, Satta rimarca invece che «l’Università sostiene che il trattamento per contenere l’espandersi del parassita, debba essere fatto sulla pianta, prima della decortica, durante la crescita. Farlo successivamente, non ha senso perché il sughero danneggiato resta danneggiato anche se “bollito”. Il trattamento proposto, insomma, non limita in alcuna misura i danni fatti». Il consigliere regionale del Psd’Az concorda con l’ateneo, per «fare un monitoraggio territoriale e verificare in quali zone l’insetto sia presente e intervenire con tecniche di disinfestazione». E poi ricorda che fra gli eventi dannosi che deprezzano sul mercato “il sughero sardo, il migliore al mondo qualitativamente, il principale è il Tca ( tricloroanisolo) un fungo che conferisce al vino il sentore del tappo».

Ma Satta è soprattutto convinto che i problemi del sughero «derivino principalmente dalla scarsa cura del bosco e del sottobosco e nei mesi scorsi in collaborazione con l‘università, con l’assessorato all’Agricoltura e alla Programmazione si studiavano misure da portare avanti con il Piano di Sviluppo Rurale e il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per prevenire e curare i mali del sughero sardo. Il sughero grezzo sardo rappresenta il 3% della produzione mondiale ma il 10/12% di quello utilizzato per il tappo naturale, grazie alla eccellente qualità. Proprio negli ultimi 2-3 anni il prezzo del sughero grezzo è lievitato di circa il 20 , 30 % grazie alle esportazioni, mentre il prezzo della “macina” è salito deil 150% dal 2016 in poi”.Per questo Satta non accetta “una sorta di ‘embargo’ che favorirebbe il crollo del prezzo del sughero a beneficio delle pochissime aziende di trasformazione rimaste in Sardegna.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Commercio

Bufera nell’ex Carrefour – gruppo Gs, il presidente attacca i dipendenti: «Il cattivo andamento è anche colpa loro»

Le nostre iniziative