La Nuova Sardegna

Olbia

Morte di Rossi, ai raggi x la versione dell’indagato

di Tiziana Simula
Morte di Rossi, ai raggi x la versione dell’indagato

Accertamenti sulla velocità del mezzo che ha travolto il 36enne sulla statale 127 Al vaglio il racconto del conducente che aveva detto di aver investito un cinghiale

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OLBIA. A quale velocità viaggiava il camioncino guidato da Antonello Demuro nel momento in cui ha travolto Davide Rossi? I danni subiti dal mezzo sono compatibili con l’eventuale investimento di un cinghiale? A questi e ad altri approfonditi quesiti dovrà rispondere il perito incaricato dalla Procura di Tempio di svolgere gli accertamenti sul furgone condotto da Demuro, indagato per omicidio stradale e omissione di soccorso per la morte del 36enne di Olbia, investito sulla statale 127 mentre camminava a bordo strada, il 23 dicembre scorso. L’incarico è stato affidato all’ingegner Marco Pes. In precedenza il pubblico ministero aveva incaricato un perito informatico di analizzare il cellulare del 66enne di Tempio. Sia il telefonino che il camioncino sono sotto sequestro. La perizia sul mezzo è volta a ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente stradale con l’accertamento della velocità al momento dell’impatto col pedone. Ma al consulente tecnico, anche col contributo del perito informatico, viene chiesto di più. E cioè di estrapolare i dati dalla centralina del camioncino da cui possono emergere elementi importanti per la ricostruzione dell’incidente, ma anche di stabilire sulla base dei danni riportati dal mezzo, se è possibile che sia finito in una buca o se possa aver investito un cinghiale. Ovvero le versioni che Demuro ha fornito ai carabinieri quando è stato rintracciato. L’uomo, difeso dall’avvocato Gianmario Lisca, ha detto di non aver visto nessuno sulla strada. Di aver sentito un colpo forte sotto il camioncino che ha fatto scoppiare il parabrezza, e di aver pensato di essere finito in una buca. E questo lo aveva subito riferito ai suoi colleghi di lavoro e al suo titolare appena era arrivato al lavoro. Con i colleghi aveva anche ipotizzato che avesse investito un cinghiale. Circostanza, anche questa, riferita ai militari. «Non ho visto nulla e se lo avessi visto mi sarei buttato dall’altra parte per evitarlo, avrei preferito rischiare la mia vita...», continua a ripetere al suo difensore. Fondamentali per fare chiarezza sulla tragedia saranno ora i risultati degli accertamenti tecnici.

Anche i familiari della vittima, attraverso i propri legali, gli avvocati Antonello Desini e Claudia Spano, hanno nominato un proprio perito, Gianluca Langiu, mentre nessun perito è stato nominato da parte dell’indagato.

Davide Rossi è morto sul colpo e le ferite riportate sono compatibili con l’investimento, come accertato dall’autopsia. ll 36enne aveva fatto perdere le sue tracce nelle prime ore di giovedì 23 dicembre. Verso le 6 del mattino dopo essere stato visto in alcuni locali della città si era incamminato sulla statale 127 dove era stato travolto da un camioncino che procedeva nella stessa direzione. Nel primo pomeriggio, i familiari e gli amici non vedendolo rientrare a casa, né rispondere al cellulare, avevano cominciato a cercarlo. Era stato trovato la sera della vigilia di Natale in una cunetta all’altezza di Putzolu, il suo corpo era nascosto dalla fitta vegetazione. Era stato lo stesso conducente del furgone, nel frattempo rintracciato dalle forze dell’ordine, a indicare il punto dove aveva sentito il forte colpo sotto il mezzo, facendo di fatto ritrovare il corpo del giovane.

La morte di Davide Rossi ha scosso profondamente la città. Marco Buioni, presidente del movimento “Olbia nel cuore” ha chiesto all’amministrazione comunale di dedicare un minuto di silenzio in memoria di Davide al primo consiglio comunale utile.

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