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Olbia

la tragedia di monte pino 

Crollo della strada provinciale 38 cominciano le arringhe difensive

OLBIA. Riprende venerdì prossimo il processo per il crollo della strada di Monte Pino, che si avvia verso la conclusione. Nella prossima udienza inizieranno le arringhe difensive.Il pubblico...

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OLBIA. Riprende venerdì prossimo il processo per il crollo della strada di Monte Pino, che si avvia verso la conclusione. Nella prossima udienza inizieranno le arringhe difensive.

Il pubblico ministero Ilaria Corbelli ha chiesto la condanna degli imputati per omicidio colposo plurimo e lesioni: due anni e 8 mesi per Pasquale Russo, dirigente della viabilità della Provincia Olbia Tempio e per Giuseppe Mela, dirigente della viabilità della Provincia di Sassari, e la metà della pena, cioè un anno e 4 mesi, per Francesco Prunas e Graziano Sini, tecnici della Provincia Olbia Tempio.

Ha invece chiesto l’assoluzione per Russo e Prunas dall’accusa di aver nascosto la documentazione relativa alla progettazione della strada provinciale 38.

Per il pubblico ministero, i due dirigenti e i due tecnici della Provincia sono venuti meno agli obblighi di manutenzione e controllo che avevano sulla strada provinciale 38 e sono quindi responsabili del suo crollo e della morte di Bruno Fiore, di sua moglie Sebastiana Brundu, della consuocera Maria Loriga, e del ferimento di Veronica Gelsomino, tutti precipitati nella voragine che squarciò l’asfalto durante l’alluvione del 18 novembre 2013.

Adesso la parola passa alle difese: il 14 gennaio discuterà la difesa di Sini e Mela, mentre il 25 gennaio quella di Prunas, Russo e il responsabile civile, ovvero la Provincia di Sassari.

Gli imputati sono difesi dagli avvocati Angelo Merlini e Donatella Corronciu (per Russo) Mario Ghezzo (per Mela), Aurora Masu e Mauro Muzzu (per Prunas), Antonio Falchi e Costanzo Foddai (per Sini), e Agostinangelo Marras per la Provincia.

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