Sanità, il nuovo corso i sindaci incontrano il numero uno dell’Asl
OLBIA. Le croniche e pesanti emergenze della sanità gallurese sono state al centro del primo incontro tra la conferenza socio sanitaria e il neo direttore generale della Asl 2 Marcello Acciaro. Con...
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OLBIA. Le croniche e pesanti emergenze della sanità gallurese sono state al centro del primo incontro tra la conferenza socio sanitaria e il neo direttore generale della Asl 2 Marcello Acciaro. Con lui anche i nuovi direttori sanitario e amministrativo, Raffaele De Fazio e Cinzia Piras. «Acciaro conosce già la situazione di questo territorio e sa sicuramente come intervenire - ha detto Roberto Ragnedda, sindaco di Arzachena e presidente della conferenza socio sanitaria -. Da parte di tutti i sindaci c’è la massima disponibilità a collaborare e, sicuramente, si lavorerà in sinergia. Noi abbiamo chiesto la creazione di un sistema strutturato della sanità in Gallura, per il quale bisogna mettere solide basi, e ovviamente abbiamo ribadito la necessità assoluta di rinforzare al più presto gli organici sia negli ospedali, arrivati al collasso, che nei servizi territoriali. Un’emergenza, questa, diventata ancora più forte a causa del Covid».
I sindaci hanno teso la mano a Marcello Acciaro e al nuovo management «con la speranza - ha aggiunto Ragnedda - che si possa finalmente arrivare a una vera svolta. Certo, partiamo da un foglio bianco. Sul quale però possiamo scrivere ciò che possiamo e dobbiamo fare per garantire la migliore sanità anche in questa fetta di Sardegna. Noi siamo i responsabili sanitari dei nostri territori e siamo pronti ad affrontare qualunque battaglia. Ma le armi le hanno a Cagliari. Ed è per questo che abbiamo invitato una volta di più i nostri consiglieri regionali e gli assessori della Gallura, presenti all’incontro, a fare la loro parte».
I sindaci hanno teso la mano a Marcello Acciaro e al nuovo management «con la speranza - ha aggiunto Ragnedda - che si possa finalmente arrivare a una vera svolta. Certo, partiamo da un foglio bianco. Sul quale però possiamo scrivere ciò che possiamo e dobbiamo fare per garantire la migliore sanità anche in questa fetta di Sardegna. Noi siamo i responsabili sanitari dei nostri territori e siamo pronti ad affrontare qualunque battaglia. Ma le armi le hanno a Cagliari. Ed è per questo che abbiamo invitato una volta di più i nostri consiglieri regionali e gli assessori della Gallura, presenti all’incontro, a fare la loro parte».
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