Screening scolastico con 1886 tamponi trovati 19 positivi
di Claudio Inconis
Soddisfatti i sindaci di Arzachena e La Maddalena Ragnedda: «Buona partecipazione». Lai: «Grazie a tutti»
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ARZACHENA. Uniti nel momento del bisogno per il bene comune. È stato un fine settimana di screening per la popolazione scolastica della Gallura costiera, che ha visto la mobilitazione spontanea di volontari che si sono messi a disposizione dell’azienda sanitaria per effettuare quasi 2mila tamponi. Un risultato straordinario, considerato lo scarsissimo preavviso, che ha permesso un’accurata valutazione della situazione epidemiologica locale e il rientro in classe con maggiore sicurezza.
Il tasso di positività riscontrata è in piena linea con quello regionale, considerando che nei due comuni maggiori sono state riscontrate 19 positività su 1886 tamponi. Nel dettaglio: ad Arzachena si son registrati 13 casi positivi su 883 tamponi, ancora meglio a La Maddalena, dove su 1003 tamponi effettuati sono stati solo 6 quelli con esito positivo.
Una precauzione che ha permesso di evitare l’insorgere di inevitabili focolai, dunque, per cui c’è la massima gratitudine da parte dei sindaci coinvolti. Così Roberto Ragnedda, primo cittadino di Arzachena: «Nonostante il poco preavviso e le difficoltà logistiche si è riusciti a organizzare queste due giornate di screening grazie all’Azienda sanitaria locale e alla collaborazione dei barracelli, dell’Esercito, della Marina militare, della polizia locale, dei volontari della protezione civile e del nostro staff comunale». Non essendo uno screening obbligatorio, la partecipazione era legata al buon senso dei cittadini, che fortunatamente non è mancato: «Abbiamo riscontrato una buona partecipazione tra personale docente, non docente, alunni e studenti, è stata un’operazione utile e importante per limitare la diffusione del Covid, ma non è certo risolutiva. Lo screening fotografa una situazione, ma l’invito resta quello di prestare attenzione alle regole contro il rischio contagio. La prudenza ci consentirà di gestire questa quarta ondata senza pesare eccessivamente sul nostro sistema sanitario».
Massima riconoscenza anche da parte del sindaco maddalenino Fabio Lai: «Il vero risultato è quello che per l’ennesima volta ci siamo dimostrati una grande comunità. Amministratori, sanitari, volontari, uomini e donne in divisa, tutti hanno risposto alla chiamata per far fronte a questa nuova emergenza. A dispetto del numero complessivo di casi in città, da non sottovalutare, l’esito dello screening rivela che il virus non si sta propagando particolarmente nella categoria sottoposta a controllo».
Per i comuni restanti, Santa Teresa è riuscita ad organizzare due sessioni di screening per consentire il ritorno in classe pur senza fornire dati, mentre a Palau si è optato per posticipare ulteriormente il rientro in classe degli studenti, prevista per lunedì 17, attuando la didattica a distanza e provvedendo all’organizzazione dello screening nei prossimi giorni, probabilmente venerdì, come spiegano gli amministratori: «Per i Comuni minori di 10mila abitanti come il nostro, l’azienda ha lasciato la facoltà di organizzare autonomamente lo screening scolastico per carenza di personale e per la temporanea indisponibilità di tamponi quindi, per evitare l’avvio frettoloso degli importanti test diagnostici, la complessa fase organizzativa, che prevede l’esecuzione di oltre 700 tamponi, sarà effettuata durante la settimana».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il tasso di positività riscontrata è in piena linea con quello regionale, considerando che nei due comuni maggiori sono state riscontrate 19 positività su 1886 tamponi. Nel dettaglio: ad Arzachena si son registrati 13 casi positivi su 883 tamponi, ancora meglio a La Maddalena, dove su 1003 tamponi effettuati sono stati solo 6 quelli con esito positivo.
Una precauzione che ha permesso di evitare l’insorgere di inevitabili focolai, dunque, per cui c’è la massima gratitudine da parte dei sindaci coinvolti. Così Roberto Ragnedda, primo cittadino di Arzachena: «Nonostante il poco preavviso e le difficoltà logistiche si è riusciti a organizzare queste due giornate di screening grazie all’Azienda sanitaria locale e alla collaborazione dei barracelli, dell’Esercito, della Marina militare, della polizia locale, dei volontari della protezione civile e del nostro staff comunale». Non essendo uno screening obbligatorio, la partecipazione era legata al buon senso dei cittadini, che fortunatamente non è mancato: «Abbiamo riscontrato una buona partecipazione tra personale docente, non docente, alunni e studenti, è stata un’operazione utile e importante per limitare la diffusione del Covid, ma non è certo risolutiva. Lo screening fotografa una situazione, ma l’invito resta quello di prestare attenzione alle regole contro il rischio contagio. La prudenza ci consentirà di gestire questa quarta ondata senza pesare eccessivamente sul nostro sistema sanitario».
Massima riconoscenza anche da parte del sindaco maddalenino Fabio Lai: «Il vero risultato è quello che per l’ennesima volta ci siamo dimostrati una grande comunità. Amministratori, sanitari, volontari, uomini e donne in divisa, tutti hanno risposto alla chiamata per far fronte a questa nuova emergenza. A dispetto del numero complessivo di casi in città, da non sottovalutare, l’esito dello screening rivela che il virus non si sta propagando particolarmente nella categoria sottoposta a controllo».
Per i comuni restanti, Santa Teresa è riuscita ad organizzare due sessioni di screening per consentire il ritorno in classe pur senza fornire dati, mentre a Palau si è optato per posticipare ulteriormente il rientro in classe degli studenti, prevista per lunedì 17, attuando la didattica a distanza e provvedendo all’organizzazione dello screening nei prossimi giorni, probabilmente venerdì, come spiegano gli amministratori: «Per i Comuni minori di 10mila abitanti come il nostro, l’azienda ha lasciato la facoltà di organizzare autonomamente lo screening scolastico per carenza di personale e per la temporanea indisponibilità di tamponi quindi, per evitare l’avvio frettoloso degli importanti test diagnostici, la complessa fase organizzativa, che prevede l’esecuzione di oltre 700 tamponi, sarà effettuata durante la settimana».
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