«Covid, silenzio sui dati» Minoranza contro Matta
di Claudio Inconis
Santa Teresa. La critica: «Com’è andato lo screening? Cittadini tenuti all’oscuro» La risposta della sindaca: «Dopo due anni, basta comunicazione martellante»
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SANTA TERESA. Un silenzio troppo pesante per lasciare tranquilli. Nuovo botta e risposta tra amministrazione e opposizione a Santa Teresa, dove si chiede alla sindaca Nadia Matta di essere più trasparente sui numeri legati allo screening del Covid-19, quasi mai pubblicati in questi mesi. Ad accendere di nuovo la polemica sono le sedute dedicate alla popolazione studentesca, che il Comune è riuscito a organizzare in tempo utile per garantire il rientro nelle scuole lunedì 10 ma di cui non sono stati resi noti i numeri, come evidenziano i consiglieri del gruppo di Minoranza “È il momento”: «Aspettavamo di conoscere i dati dello screening, pensando che nella serata di ieri questi sarebbero stati resi noti dall’amministrazione comunale. Ma così non è stato: il comune di Santa Teresa ancora una volta dimostra di non voler comunicare con i propri cittadini, venendo tra l’altro meno a un dovere istituzionale». Un silenzio che rappresenta un unicum in zona, considerato che è normalità delle amministrazioni pubblicare i dati tramite i propri canali istituzionali: «Ci chiediamo perché tutto ciò a Santa Teresa non accade?».
La nota della minoranza ha trovato l'immediata replica della prima cittadina, che tramite i social ha commentato: «Perché a Santa Teresa accade molto di più, gli screening non sono fatti eccezionali come negli altri paesi. Gli screening si fanno da 14 mesi ininterrottamente: ai fragili, alle categorie più a rischio, ai sintomatici, ai contatti dei positivi, a chi non ha la possibilità economica di fare i controlli dai privati, alla popolazione scolastica, e non solo quando si rientra dalle vacanze, ma ogniqualvolta sia stato necessario».
Non è la prima volta che si discute sulle modalità con cui il Comune interagisce con la cittadinanza, ma il sindaco ha sempre spiegato il suo modus operandi come una forma di tutela a beneficio della popolazione. «Ritengo – spiega Matta – che, dopo due anni di pandemia, la comunicazione non debba più essere martellante e insistente se non vi sia una situazione particolarmente allarmante. Gli psicologi segnalano gli effetti negativi di una comunicazione eccessiva e continua che crea una psicosi collettiva che spesso genera eccessivo timore e malessere. Se la minoranza si vuole attaccare alla comunicazione faccia pure, ma si rischia di essere giudicati come persone che badano all'apparenza e non alla sostanza». Una risposta che, tuttavia, lascia l'amaro in bocca ai consiglieri di minoranza, che a loro volta commentano: «Questa riluttanza per noi è incomprensibile, visto che la comunicazione è cruciale, soprattutto in un’emergenza come quella che stiamo vivendo».
La nota della minoranza ha trovato l'immediata replica della prima cittadina, che tramite i social ha commentato: «Perché a Santa Teresa accade molto di più, gli screening non sono fatti eccezionali come negli altri paesi. Gli screening si fanno da 14 mesi ininterrottamente: ai fragili, alle categorie più a rischio, ai sintomatici, ai contatti dei positivi, a chi non ha la possibilità economica di fare i controlli dai privati, alla popolazione scolastica, e non solo quando si rientra dalle vacanze, ma ogniqualvolta sia stato necessario».
Non è la prima volta che si discute sulle modalità con cui il Comune interagisce con la cittadinanza, ma il sindaco ha sempre spiegato il suo modus operandi come una forma di tutela a beneficio della popolazione. «Ritengo – spiega Matta – che, dopo due anni di pandemia, la comunicazione non debba più essere martellante e insistente se non vi sia una situazione particolarmente allarmante. Gli psicologi segnalano gli effetti negativi di una comunicazione eccessiva e continua che crea una psicosi collettiva che spesso genera eccessivo timore e malessere. Se la minoranza si vuole attaccare alla comunicazione faccia pure, ma si rischia di essere giudicati come persone che badano all'apparenza e non alla sostanza». Una risposta che, tuttavia, lascia l'amaro in bocca ai consiglieri di minoranza, che a loro volta commentano: «Questa riluttanza per noi è incomprensibile, visto che la comunicazione è cruciale, soprattutto in un’emergenza come quella che stiamo vivendo».
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