«Il Covid non bloccherà la banda»
di Pietro Zannoni
L’ottimismo della “Columbano” di Calangianus: supereremo anche questa crisi
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CALANGIANUS. Alla fine dell’anno che si appena concluso è stato rinnovato il consiglio direttivo dell’Associazione Banda Musicale “M.Columbano”. Confermato come presidente Clemente Dipellegrini- E poi: vicepresidente Rosina Niola, segretario Marco Corona, tesoriere Massimo Fois, consigliere Aldo Inzaina. Un gruppo ben amalgamato che ha a cuore presente e futuro della banda, una delle aggregazioni più antiche del paese e che con le sue note ha caratterizzato significativamente momenti della comunità. «Continuiamo il nostro cammino – dice il presidente Dipellegrini, giovane imprenditore che ha ereditato la passione dal padre Lino e che l’ha trasmessa alla figlia- consapevoli di aver ereditato una storia che ha inciso nel nostro centro avvicinando sin dalle origini diverse generazioni di giovani alle note musicali. Ora si sa a tutto è musica, la tecnologia dei nostri giorni porta note dappertutto ma a fine dell’Ottocento e nella prima metà del Novecento non era così. Per noi oggi è una sfida perché occorre affascinare le nuove generazioni a ciò che rappresenta il suonare in banda». Ma oggi anche la banda deve fare i conti con il Covid. Non per i numeri di positivi al suo interno ma per il virus della disaffezione che ha colpito alcuni membri. L’anno scorso si sono interrotte le uscite nei vari centri, la vita sociale è rimasta paralizzata e oltre a venir meno le esibizioni esterne, si è ridotta la presenza alle prove. Si è spezzato quel legame che, seppur abitudinario, era importante per far perseverare, in un contesto amichevole e comunitario, lo zoccolo duro dei bandisti. Qualcuno pian piano ha perso il ritmo, ha allentato i rapporti. Le paure ci sono. Oltre qualche lutto inaspettato. La timida ripresa c’è stata con alcune esibizioni alle feste dei paesi galluresi di settembre e ottobre, un tour prenatalizio in alcuni centri vicini. Il sindaco Albieri ha anche assicurato di rimediare all’umidità presentatasi nella nuova attesa sede. Però ora riecco il Covid. «Temiamo questa nuova sosta- dice Dipellegrini -. Volevamo riprendere, riaprire con le lezioni ai nuovi. Invece occorre prudenza. Di crisi la nostra banda, dal 1883, ne ha avuto. E sempre si è ripresa. Anche questa volta dobbiamo riuscirci. A primavera speriamo con un concerto di ritrovarci tutti in piazza per attestare che la banda continua la sua storia» .
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