Insegne lunedì l’incontro tra Comune e associazioni

Affissioni e suolo pubblico, nessuna retromarcia della giunta sulle nuove tariffe Oggi riunione di imprenditori e artigiani in vista del faccia a faccia con il sindaco 

OLBIA. La guerra delle insegne non si ferma. Tutti restano immobili sulle loro posizioni: Comune da una parte e imprenditori e commercianti dall’altra. Ma almeno, nei prossimi giorni, si siederanno attorno allo stesso tavolo. Proveranno a convincersi a vicenda, anche se, di fatto, l’amministrazione comunale ha già deciso ed è quasi impossibile che inserisca proprio adesso la retromarcia. Le nuove super tariffe del Canone unico patrimoniale – relative al suolo pubblico, alle insegne, alla pubblicità e ai passi carrabili – con tutta probabilità resteranno dunque le stesse. Frutto di una delibera di giunta del 19 novembre, e già inserite in bilancio, le nuove tariffe hanno mandato su tutte le furie imprenditori, commercianti, artigiani ed esercenti. Alcuni di loro hanno addirittura smontato le insegne delle loro attività, sia per protesta che per evitare di finire schiacciati dall’improvvisa stangata.

Verso l’incontro. Ci sono imprenditori che, per tre cartelli pubblicitari, non sborseranno più 370 euro ma 2.800 all’anno. E altri che, per le loro insegne, passeranno da 800 a 8mila euro. Aumenti anche per chi sistema i tavolini all’esterno, per le edicole e per i cittadini che dispongono di un passo carrabile. Il sindaco Settimo Nizzi, interpellato, aveva subito difeso la mossa della sua giunta. «A Olbia le tariffe erano ferme dal 1994, ora le abbiamo adeguate – aveva detto il primo cittadino –. Questa è una grande città, importante, e per farla funzionare servono molti soldi. Non è una decisione facile, ma i conti vanno tenuti in piedi». Aumenti che le associazioni di categoria combatteranno fino all’ultimo. «In un momento così drammatico e di grande difficoltà che le imprese stanno vivendo, appare discutibile e inaccettabile constatare che l’amministrazione abbia previsto aumenti sulle imposte comunali che sfiorano il 200%» avevano commentato, in una nota, Confindustria, Confcommercio, Cna, Confapi e Confartigianato. Questo pomeriggio i rappresentanti delle associazioni di categoria si riuniranno per studiare insieme la strategia da seguire. Lunedì, invece, si incontreranno con il sindaco Settimo Nizzi. Il Comune potrebbe proporre al massimo alcune forme di rateizzazione, in molti casi già previste, o un ipotetico rinvio della scadenza di pagamento, fissata per il 31 gennaio. Soluzioni che difficilmente verranno accettate dalle associazioni.

Confesercenti. E al coro di proteste si unisce adesso anche la Confesercenti. «Ci associamo al grido di preoccupazione espresso da altre associazioni di categoria e alla rabbia di commercianti e artigiani per l’ingiusta e iniqua delibera che di fatto, con il canone unico patrimoniale, aumenta in modo esagerato le tariffe degli impianti pubblicitari – commenta il direttore provinciale Gianni Simula –. Questi aumenti, assurdi anche in tempi normali, arrivano in un momento tragico per le imprese, sottoposte a norme e cavilli che cambiano repentinamente e a volte incomprensibilmente. Crediamo sia opportuno e imprescindibile che l’amministrazione riveda i criteri per garantire a commercianti e artigiani, già martoriati da questo lungo periodo di pandemia, di poter sollevare le serrande, e accendere le luci delle attività a servizio dell’intera comunità. Il rischio che si corre è quello di ritrovarsi in una città senza insegne».

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