Le aziende in rivolta: «Copriamo le insegne con un drappo nero»

Al Delta center assemblea di imprenditori e commercianti «Abbiamo saputo soltanto ora, nessuna informazione»

OLBIA. «Un'imposta ignobile nelle proporzioni e perché colpisce l'entusiasmo». L’aumento del canone unico patrimoniale su insegne e affissioni si è fatto dei nemici. Decine di commercianti della città si sono incontrati ieri al Delta center per decidere la contromossa, senza coinvolgere volutamente politici e associazioni di categoria: da domani drappi neri sulle insegne nella zona industriale e in città. L’intento è coinvolgere in poco tempo tutti e cambiare il volto di Olbia. Un forte messaggio per chiedere all’amministrazione di cambiare idea.

La decisione. La protesta è contro le nuove tariffe per spazi pubblici, affissioni, insegne, pubblicità e passi carrabili adottate dal Comune. Cifre schizzate alle stelle, con tasse triplicate e giudicate da gran parte di commercianti e artigiani come «insostenibili». Nei giorni scorsi, il sindaco Settimo Nizzi aveva negato qualunque ipotesi di dietrofront spiegando di aver aggiornato tariffe ancora ferme addirittura al 1994, «questa è una città grande, importante, e per farla funzionare servono molti soldi», e ancora «ci dispiace e non è una decisione che abbiamo preso a cuor leggero, ma i conti vanno tenuti in piedi. Non potevamo aumentare i costi per le famiglie».

«La politica ha fallito». Le attività però non ci stanno, e così ieri sera si sono incontrate per fare il punto della situazione e trovare una via d’uscita. «Un’imposta ignobile» la definisce l’imprenditore e commercialista Gavino Murrighile, portavoce della protesta. «È un aumento di cui non si capiscono le ragioni specie in un momento di crisi sistemica – l’attacco piccato –. Si parla tanto di Olbia centro del mondo ma poi si affossano le attività. La nostra reazione sarà garbata, nei limiti della legge, slegata da strumentalizzazioni politiche». Le nuove tariffe sono state introdotte attraverso una delibera dello scorso novembre; perciò, dice Murrighile, «se questo provvedimento lo conosciamo solo ora attraverso le pagine della Nuova Sardegna, qualcuno non ha fatto bene il proprio lavoro e non ha sollevato con forza la questione. Da altre parti, per azioni così si scende in piazza e si bloccano i porti».

I drappi neri. «Giustamente le imposte vanno pagate, ma prima di triplicare i costi avrebbero dovuto spiegarcelo»: lamentano all’unisono gli altri commercianti intervenuti nell’incontro. «Da domani copriremo le insegne e aspettiamo ci seguano tutti, sarà una grande azione mediatica ma poi servono fatti e cercheremo un legale che ci supporti». Il 31 gennaio è la data ultima degli avvisi di scadenza con cui le attività hanno scoperto i nuovi prezzi (c’è chi passa dal pagare 373 euro annui a 2.785). «Chiediamo all’amministrazione – conclude Gavino Murrighile e gli altri commercianti – di interloquire con noi imprenditori e trovare una soluzione». Intanto, per lunedì è previsto invece l’incontro tra primo cittadino e le associazioni di categoria, Confindustria, Confcommercio, Cna, Confapi, Confartigianato.

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